Il Consiglio comunale di Salò ha approvato con 12 voti favorevoli, 3 contrari e 1 astenuto la mozione per il ritiro della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, che gli era stata conferita esattamente 100 anni fa da un funzionario nei primi anni del ventennio fascista. A presentare la mozione Tiberio Evoli, consigliere della maggioranza di centrosinistra.
Salò fu per un anno e mezzo la capitale della Repubblica Sociale, creata dopo l’8 settembre 1943 per governare i territori controllati dalla Germania nazista dopo che l’Italia aveva siglato l’armistizio con le forze alleate. A differenza delle due precedenti votazioni, in cui la mozione non passò, dopo vent’anni di amministrazione di centrodestra dallo scorso anno la maggioranza è di centrosinistra – e quindi i numeri c’erano.
La cittadinanza a Benito Mussolini fu concessa molto prima della nascita della Repubblica Sociale Italiana. Era il 23 maggio 1924, una ventina di giorni prima dell’omicidio Matteotti, quando il commissario prefettizio Salvatore Punzo firmò il conferimento della cittadinanza onoraria all’allora capo del Governo. Qui il Duce ha anche soggiornato, in quello che oggi è un albergo di lusso nella vicina Gargnano, quando Salò era anche sede di alcuni ministeri.









