Doverosa premessa: la richiesta di mantenere in attività i Punti Nascita in condizioni orografiche difficili, prevede , secondo la norma, che essa, formalizzata dall’Assessorato alla Salute, sia corredata del parere del Comitato Percorso Nascita Regionale. E’ ovvio, infatti, che se il parere di questo Comitato è negativo, è impensabile supporre che il Ministero ( che non può non tener conto della “volontà” regionale) esprima un parere diverso. Il duo Tesei Coletto non rispettò nella maniera più assoluta detta procedura. La richiesta di deroga per il Punto Nascita di Spoleto venne infatti inoltrata senza il parere del Comitato Regionale , e già questo sarebbe stato un motivo più che sufficiente, se qualcuno si fosse mosso nella maniera dovuta, per invalidare la decisione “romana”.
Nessuno, però, come è noto, sebbene pressato dall’indignazione del territorio, si mosse. Solo il Movimento 5Stelle stigmatizzò la totale scorrettezza dell’operazione, ma lo fece con una vocina talmente flebile e, soprattutto, senza far mai venire il suo appoggio ad un’Amministrazione Comunale palesamente inerte sulla questione, che la marcia del Progetto Terzo Polo Sanitario, cui la chiusura del Punto Nascita era propedeutica, avvenne a passo di corsa: scomparvero, in un batter d’occhio, aggiungendosi a quelli già soppressi negli anni dalla gestione di centro sinistra, ben altri quattro Primariati spoletini ed apparve fin troppo evidente, e concreta, la volontà di declassare, con il nuovo PSR, il SanMatteo.
Tutto ciò per far comprendere bene quanto è poi avvenuto e sta avvenendo. La Presidente Proietti , che avrebbe potuto tranquillamente gettare nel cestino della carta straccia un parere illegalmente estorto, e, peraltro, per niente vincolante, ha invece deciso di avanzare un’ulteriore richiesta di deroga.
Redatta dal DG aziendale Roberto Noto il 6 ottobre del 2025, essa è stata esaminata dal Comitato Percorso Nascita Regionale il 28 gennaio u.s. Le conclusioni di quest’esame sono in un Documento del quale la nostra Associazione è venuta recentemente in possesso.
Leggiamo in esso che si decide di “non prendere una decisione in questa sede in quanto si tratta di richiesta di riapertura su provvedimento negativo già espresso da Comitato Percorso Nascita Nazionale”.
Il Comitato , insomma, non si pronuncia sul fatto che la chiusura di Spoleto è il risultato di una procedura del tutto anomala, dal momento che il suo parere ( del Comitato Regionale) non risultava espresso, e che i dati di attività erano vistosamente sbagliati, ma si limita ad affermare che, siccome Roma ha detto “no”, Perugia non se la sente di dire “si”. Certamente lo stesso Ponzio Pilato non avrebbe saputo fare meglio.
E’ ovvio che, a questo punto, l’Assessore Stefania Proietti si trova di fronte ad un bivio : o inviare comunque la richiesta di deroga che però, viziata nella forma (assenza del parere del CPN regionale), rischia la bocciatura, oppure andare avanti col Progetto Terzo Polo, cancellando il Primariato spoletino di Ostetricia Ginecologia (che, sulla carta, c’è ancora) e dimostrando agli spoletini che , ancora una volta, essi sono stati ingannati (per non voler usare altri termini , indubbiamente più efficaci e calzanti).








