TARI a Spoleto, esplode la protesta delle imprese: “Basta rincari ingiusti e doppie tasse”

CNA Umbria e Confartigianato denunciano gli aumenti del tributo sui rifiuti a carico delle aziende locali, chiedendo al Comune l’applicazione immediata delle tutele previste dalla legge.

Ammontano a cifre sempre più insostenibili le bollette della TARI per le attività artigianali e industriali del territorio spoletino. La manovra sulle tariffe dei rifiuti approvata dal Comune di Spoleto ha scatenato la dura reazione di CNA Umbria e Confartigianato Area Spoleto Valnerina, scese in campo unite per dire un no deciso a quelli che definiscono “aumenti indiscriminati e ingiustificati”.

Al centro della contestazione non c’è solo l’ennesimo rincaro dei costi — scaricato in maniera sproporzionata sulle utenze non domestiche — ma una questione di illegittimità di fondo che dura ormai da anni.

La beffa della doppia tassazione

Il nodo principale riguarda la gestione dei riferimenti normativi sulle superfici produttive. Secondo la legge nazionale (Legge 147/2013) e una recente pronuncia della Corte di Cassazione, i locali aziendali in cui si generano prevalentemente rifiuti speciali non dovrebbero essere soggetti al calcolo della TARI.

Questi scarti, infatti, vengono già smaltiti dalle aziende attraverso ditte private specializzate, con costi interamente a carico degli imprenditori. A Spoleto, tuttavia, la tassa continua a essere applicata sull’intera metratura degli stabilimenti.

“In questo modo le imprese finiscono per pagare due volte: una prima volta per smaltire autonomamente i propri rifiuti speciali come impone la legge, e una seconda al Comune per un servizio di smaltimento urbano su aree dove quel tipo di rifiuto non viene nemmeno prodotto”, denunciano i rappresentanti dei lavoratori.

Muro contro muro: la critica alle scelte dell’Amministrazione

Le associazioni di categoria esprimono profondo rammarico anche per il metodo utilizzato dalla giunta comunale, stigmatizzando la mancata convocazione al tavolo di confronto richiesto a più riprese prima dell’approvazione delle tariffe.

Nel mirino dei sindacati datoriali sono finite anche alcune sperequazioni sul piano delle esenzioni: mentre il Terzo Settore continua a beneficiare di agevolazioni a pioggia (senza distinguere tra attività assistenziali pure e rami che producono reddito), sulle imprese artigiane e manifatturiere si continuano ad scaricare i costi maggiori del servizio.

Le richieste: esenzione automatica e zero burocrazia

Per uscire da questa situazione di stallo, CNA e Confartigianato rivolgono un appello chiaro e diretto al Sindaco e alla giunta municipale:

  • Applicazione corretta della legge: Calcolare la TARI esclusivamente sulle superfici residue dell’azienda dove non si generano rifiuti speciali.
  • Automatismo dei diritti: Eliminare l’obbligo per le aziende di presentare ogni anno un’istanza burocratica per richiedere l’esenzione, rendendo il ricalcolo automatico.
  • Semplificazione: Evitare che la burocrazia municipale diventi un ulteriore freno per chi fa impresa sul territorio.

“Le aziende non chiedono favori, ma solo il rispetto delle leggi vigenti e il riconoscimento di un loro diritto,” concludono le associazioni, auspicando una pronta revisione del regolamento comunale prima che la pressione fiscale soffochi definitivamente il tessuto produttivo della Valnerina.

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