Caso Marini-Gizzi, Lucidi (M5S):” Chi ha il diritto di definire i vincoli ambientali, architettonici e paesaggistici?”

La redazione di Oltre la Somma riceve  e per conoscenza pubblica, la nota inviata dal senatore Stefano Lucidi del Movimento 5 Stelle sulle recenti occasioni di conflitto tra la regione Umbria e la Soprintendenza dei Beni culturali:

 

“Manca un tassello all’azione della Presidente Marini e di alcuni Sindaci umbri, contro l’operato del Soprintendente Stefano Gizzi, perché da un lato la Marini si fa capofila di una generale insofferenza verso i limiti imposti dalla tutela di paesaggio ed ambiente (articolo 9 della Costituzione), dall’altro abbiamo un funzionario statale che pare metta paletti troppo rigidi. Questo fatto, prima di entrare nel merito è già un brutto segnale, perché ci racconta di istituzioni che non dialogano fra loro, che non sono disposte al confronto e non vogliono trovare soluzioni di buon senso. Depone molto male che una istituzione regionale, spalleggiata da alcuni amministrazioni locali e nella assenza totale dei parlamentari di maggioranza, si metta così apertamente contro un rappresentante di un’altra istituzione statale, soprattutto a poco tempo di distanza dalla firma della Carta Del Paesaggio fatta a Spoleto nel 2011 che ha visto le firme anche della Regione e della Soprintendenza Umbra. Cosi come una istituzione quale la Soprintendenza deve essere attenta a quelle che sono le necessità e virtù dei territori. Quella delineata nei giorni scorsi è solo un esempio della lotta interna agli apparati statali, in questo caso assistiamo alla politica di smantellamento delle Soprintendenze, in termini di disponibilità di mezzi e risorse economiche ed umane, e la incipiente legislazione (testo unico sul governo del territorio regionale 01/2015 ed il recentissimo disegno di legge Madia che prevede l’accorpamento delle Soprintendenze alle Prefetture) che mira a sminuire tutele e protezioni di ambiente e paesaggio storico e non, pare di assistere ad un’operazione “a tenaglia” il cui scopo, nemmeno tanto sotteso, sembra essere la necessità di ridurre i vincoli che possano rallentare lo “sviluppo”. E tanti amministratori sono saliti su questo carro! Ricci per primo, il quale era stato già oggetto di una mia interrogazione parlamentare circa il piano regolatore di Assisi e sulle volumetrie ad esso associate. Peccato però che al tavolo manca l’elemento fondamentale, perché la partita importante non è quella che si gioca tra Marini e Gizzi, legata insieme da aspetti interni e locali. Quella che serve denunciare è anche in questo caso l’assenza dal tavolo delle decisioni dei “padroni” e dei “datori di lavoro” cioè i cittadini, in barba ad esempio alla Convenzione di Aarhus in materia di accesso e partecipazione del pubblico ai processi decisionali.

 

La domanda da porsi è: qualche cittadino è stato per caso interpellato in almeno uno dei punti elencati dalla Marini e compagni? Qualche cittadino è stato interpellato dalla Soprintendenza per avere pareri o delineare delle decisioni a livello ambientale, paesaggistico o architettonico? Esistono dei casi in cui i cittadini hanno l’ultima parola? Villa Colle del Cardinale, discarica di Borgogiglione, la lottizzazione del Colle dell’infinito di Recanati, nelle vicine Marche, il vincolo paesaggistico apposto su parte dell’area marscianese, vincolo che interferirebbe con la ricostruzione post-sisma; disattesa degli accordi presi tra ex-soprintendente e amministrazione a danno dei commercianti spoletini; loggia dei tiratori a Gubbio. Sono alcuni esempi. Allora, in questo come in altri casi è venuto meno uno dei principi fondamentali della nostra vita quotidiana, cioè il principio di delega e di perdita di rappresentanza della classe politica e degli apparati dello Stato. Da un lato chi prima scrive le leggi (governo e regione) dall’altro chi vuole applicarle (soprintendenza). Quindi il nodo vero sta a monte ed è: chi decide i limiti? Chi stabilisce le regole? Chi ha il diritto di definire i vincoli ambientali, architettonici e paesaggistici? Chi definisce le linee guida? Sicuramente non i cittadini! Sicuramente non gli operatori commerciali! MA entrambi ne subiscono le conseguenze. Allora in questo caso come tanti altri è sempre più vero che quello che serve alla nostra Regione e al nostro Paese sono interlocutori nuovi e attenti. Perché una cosa che riguarda tutti … deve essere decisa da tutti!”

 

Stefano Lucidi

Portavoce 5 Stelle – Senato

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