La chiusura della Statale Flaminia per sei mesi, necessaria per consentire i lavori previsti, riporta al centro dell’attenzione un problema che gli abitanti di Strettura conoscono fin troppo bene: il traffico e l’eccessiva velocità dei veicoli che attraversano il paese.
Nei prossimi mesi il centro abitato sarà nuovamente interessato da un consistente aumento del traffico, con inevitabili ripercussioni sulla sicurezza di residenti e pedoni. Di fronte a questa prospettiva, la politica sembra essersi improvvisamente accorta di una situazione che, in realtà, va avanti da anni.
Eppure, in tutto questo tempo, non sono mancate le segnalazioni dei cittadini. Petizioni, telefonate agli enti competenti, richieste di intervento e continue sollecitazioni non sono state sufficienti a ottenere provvedimenti efficaci. Il problema è rimasto irrisolto, mentre le auto hanno continuato a sfrecciare nel centro del paese.
Oggi, con la chiusura della Flaminia e l’attenzione mediatica puntata sulla vicenda, si assiste a una corsa alle dichiarazioni e alle promesse. Viene spontaneo pensare al vecchio proverbio: “Prima si fanno scappare i buoi, poi si chiude la stalla.” Perché solo adesso, quando la situazione rischia di diventare ancora più critica, si parla di interventi che i residenti chiedono da anni?
Ma ridurre tutto alla sola questione della velocità sarebbe un errore. Strettura continua a convivere con numerose criticità che attendono risposte concrete. Tra queste, la riqualificazione della periferia sul lato sud del paese, una cartellonistica stradale che in diversi punti necessita di essere adeguata alle normative vigenti e la carenza di aree di parcheggio, indispensabili per migliorare la vivibilità del borgo.
Le istituzioni hanno oggi l’opportunità di dimostrare che l’interesse per Strettura non nasce soltanto da un’emergenza temporanea o dalla ricerca di visibilità politica. I cittadini chiedono da tempo sicurezza, programmazione e interventi strutturali. Non servono promesse dell’ultima ora, ma soluzioni concrete che restituiscano al paese l’attenzione che merita, anche quando i riflettori si saranno spenti.








