Anas prepara il cantiere più complesso del piano da 50 milioni di euro: da aprile a ottobre traffico deviato, tir su percorsi alternativi e vecchia Flaminia riaperta alle auto. Probabile la deviazione allo svincolo di Strettura nei due sensi di marcia per raggiumgere Spoleto e Terni. La frazione gà sottoposta da anni al problema velocità delle autovcetture in transito , attende risposte da prate dell’amministrazione comunale ,. A questo punto solo autovelox sarebbe la soluzione migliore.
La viabilità tra Spoleto e Terni si prepara ad affrontare uno dei momenti più delicati degli ultimi anni. Nel 2027 la Strada Statale Flaminia sarà interessata da una chiusura totale di circa sei mesi nel tratto del valico della Somma, per consentire un intervento strutturale considerato il più complesso tra quelli previsti dal piano di riqualificazione e potenziamento da circa 50 milioni di euro messo in campo da Anas.
A delineare lo scenario è stato il responsabile della Gestione rete Anas per l’Umbria, Gioacchino Del Monaco, intervenuto durante il consiglio comunale aperto di Spoleto. Il cantiere riguarderà la demolizione e ricostruzione dell’impalcato di uno dei viadotti della Somma, un’opera che richiederà l’interruzione completa della circolazione nel tratto interessato.
La chiusura, secondo la programmazione attuale, dovrebbe scattare tra aprile e ottobre 2027 e coinvolgerà la carreggiata in entrambe le direzioni tra il km 117+300 e il km 120+800. Una soluzione necessaria perché, per la complessità dei lavori, non sarà sufficiente il semplice senso unico alternato.
Per garantire comunque gli spostamenti quotidiani, Anas prevede di recuperare e rendere nuovamente utilizzabile il vecchio tracciato della Flaminia, destinandolo al traffico leggero. Automobili e mezzi di piccole dimensioni potranno quindi contare su una viabilità alternativa.
Situazione diversa per i mezzi pesanti: i camion saranno costretti a seguire percorsi più lunghi, attraverso la Valnerina, la Tre Valli e la galleria di Forca di Cerro, per poi rientrare sulla Flaminia e proseguire verso nord. Un itinerario già utilizzato in passato, soprattutto nei periodi in cui il passaggio dei tir sulla Somma presenta maggiori criticità.
La chiusura del 2027 si aggiunge a una serie di interventi che stanno trasformando il collegamento tra Spoleto e Terni. Entro l’estate Anas conta di completare i lavori per l’installazione di reti paramassi e barriere di protezione, mentre sono già aperti i cantieri per il risanamento dei viadotti Fosso del Cimitero e Fosso del Molino, nel tratto compreso tra il km 116+760 e il km 117+290.
All’orizzonte c’è anche la realizzazione della nuova terza corsia di arrampicamento in direzione Spoleto, un intervento pensato per migliorare la sicurezza e ridurre i rallentamenti causati dai mezzi pesanti. La nuova corsia, lunga circa un chilometro e larga 3,5 metri, consentirà di limitare gli incolonnamenti e diminuire il rischio di sorpassi pericolosi.
Secondo il cronoprogramma, questo intervento dovrebbe durare circa nove mesi e, nella fase iniziale, non dovrebbe creare particolari disagi alla circolazione: i lavori partiranno infatti fuori dall’attuale sede stradale, permettendo di mantenere il transito con il minor numero possibile di limitazioni.
Per automobilisti, pendolari e imprese del territorio, però, il 2027 si annuncia come un anno di grandi cambiamenti. La lunga chiusura della Flaminia rappresenterà una prova importante per la mobilità dell’Umbria, in attesa di interventi infrastrutturali più ampi come il completamento della Tre Valli, opera strategica ancora in cerca di finanziamento.








