Spoleto: le divisioni politiche e le repentine scelte manovrate, tutto a discapito della Città

Una maggioranza inconcludente, dilaniata dalle divisioni e dalle tensioni interne (specie quelle tra sindaco e consiglieri) e incapace di governare se non per interventi di facciata e iniziative di corto respiro.

Le diatribe,  i bisticci in Consiglio comunale , le offese, le smentite , le scuse, le richieste di dimissioni,  Commissioni comunali mai all’altezza  e poche volte organizzate- almeno quelle più importanti che potevano a dovere dare una svolta concreta all’economia locale;  Un Sindaco ostaggio della sua stessa maggioranza:  il  magistrato con un piede e mezzo nella fossa. 

Programma elettorale disatteso in tutti i sensi  uno Sviluppo Economico della città  letteralmente trascurato, sono emersi  interessi verso mere alternative senza  raggiungere in prospettiva  nessun  risultato adatto per  aiutare l’economia locale.

Aziende chiuse , alcune  fallite  con attività commerciali e artigianali ai confini di una realtà catastrofica ; Rappresentanti sigle Sindacali    si affannano a trovare una soluzione, anche le più semplici , come quella dei precari del Festival dei Due Mondi , senza avere ancora una certezza di  una soluzione in merito alla  graduatoria occupazionale ad  oggi  non ancora risolta.

Di fronte a  questo scenario si è continuato a relegare  la città  sul  calpestio di palcoscenico, prossimo a sprofondare nella ‘buca’ del suggeritore.

Da una parte il sindaco,  Umberto De Augustinis, al quale non sono piaciute le imposizioni , poi   il “tradimento” della sua  stessa maggioranza e di chi lo ha fatto eleggere -si rifiuta di riconoscere la fine della sua amministrazione e di liberare la città dalla paralisi politica che perdura  da tanto tempo.

Dall’altra alcuni  consiglieri di maggioranza,  così come le vecchie ‘trasumanze’ saliti prima  negli alpeggi dell’ alta montagna  e   prima della scadenza del periodo fatto di  verdi pascoli e acqua limpida , discesi a ‘valle’.

L’espulsione dal suo Partito di maggioranza  del Presidente Consiglio  comunale , con due Assessori e tre consiglieri ,  colpevoli  solo di schierarsi  con il Sindaco in  difesa dell’Ospedale Civile San Matteo degli Infermi e quindi della città.

Quasi due anni e mezzo di una giostra che ha fatto precipitare   l’asticella del gradimento dei cittadini , quasi un triennio  passato ad accontentare gli umori ora di questo ora di quell’altro alleato: giusto per tenere la barca a galla, ma senza farla navigare,  costretta  agli ormeggi.

Nemmeno l’opposizione si è saputa distinguere in mezzo a tanta incapacità. “Poteva giganteggiare ma ha preferito farsi una guerra interna , poi giocare d’astuzia che l’ha consumata. Troppe questioni irrisolte, che supponiamo non siano state superate nemmeno adesso che l’amministrazione ha preso atto della propria inadeguatezza.

In questi anni avrebbe già potuto lavorare ad un progetto alternativo, visto l’andamento dell’attuale amministrazione che già presagiva una triste fine, ma invece oggi si trova di nuovo all’anno zero.

I cittadini, che  accettarono di buon grado  il cambiamento, quell0 alle ultime elezioni, oggi a conti fatti ,  sono però presi da un senso di frustrazione. In giro si sente dire: non voteremo più le stesse persone, vogliamo gente nuova. Ma davvero sapranno mantenere la promessa,  oppure  cederanno alle lusinghe di amici e parenti che si candideranno per rubare una manciata di voti a questo o quel candidato?

L’11 Marzo , sarà votata in Consiglio comunale la Mozione di sfiducia al Sindaco DeAugustinis?

Arriverà il Commissario prefettizio?

Quando si andrà a votare nuovamente?

Le prossime elezioni organizzare una vera armata in grado di sconfiggere i vari ‘Re di Denari’?

Quale sorte per i cittadini?

Sapranno affidare le loro speranze ad un gruppo che sia veramente capace e che abbia a cuore davvero le sorti della città?

Quello che è importante e che non si  persegua con la stessa politica degli ultimi due anni i e mezzo  Ricostruire su fondamenta forti e sicure: basate sulla Famiglia, Lavoro e Dignità Sociale. C’è  bisogno tirare una linea  bianca e ripartire. Spoleto merita tutto questo.

Rosario Murro