Green Pass nelle aziende: caos tra i Sindcati e Confindustria. La decisione a Mario Draghi


Da settimane il Direttore della nostra Redazione riceve email da Lavoratori timorosi di quanto possa portare l’assenza del Green Pass nelle Aziende. Il timore principale riguarda la scusa dei licenziamenti.


Inutile nasconderlo: parte del Popolo si sta vaccinando per timore di contrarre il maledetto Covid-19 ed altri per inerzia, dovuta soprattutto all’uscita del regolamento sul Green Pass attiva dalla data del 6 Agosto 2021. 
Spicca però una parte del Popolo che, nel rispetto della Costituzione e quindi dell’articolo 32 della Carta, decide di non vaccinarsi (almeno per ora) temendo, come leggo dalle email ricevute in Redazione, la discriminazione da parte del Datore di Lavoro e propri Colleghi Pro-Vaccino oltre ad eventuale licenziamento.
Non ho fornito fino ad ora risposte ai Lettori/Lavoratori in quanto era opportuno attendere l’incontro a Palazzo Chigi tra i Segretari Generali della CGIL, CISLe UIL ed il Premier Mario Draghi.
La Confindustria, si sa, preme per il Certificato Verde mentre invece le Sigle Sindacali fanno notare al Premier Mario Draghi che il Green Pass potrebbe essere preso come una “scusante” da parte di Aziende per discriminare i Lavoratori non vaccinati e senza Grenn Pass, ovvero per licenziarli.
La palla quindi passa ora al Governo che avrà il compito di decidere quanto prima su un argomento assai delicato, specialmente in questo particolare momento storico dove molte Famiglie sono strette nella morsa della povertà e perdere il lavoro portetrbbe ad ulteriore crisi economica e sociale. Senza trascurare alcuni Imprenditori i quali – non trovando giovamento immediato nel post riaperture – si dicono costretti ad abbandonare alcuni rapporti di lavoro.

Rosario Murro