Roma, 19 marzo 2026 – A pochi giorni dal referendum costituzionale sulla giustizia, previsto per il 22 e 23 marzo, Giorgio Mulè ha spiegato le ragioni del fronte del “Sì”, sottolineando l’importanza di una riforma che renda il sistema giudiziario più trasparente e imparziale.
Perché votare “Sì”
- Separazione delle carriere: il referendum propone di distinguere nettamente i percorsi di giudici e pubblici ministeri, evitando conflitti di ruolo e possibili interferenze tra chi giudica e chi accusa.
- Riforma del CSM: il Consiglio Superiore della Magistratura verrebbe suddiviso in due organismi distinti, con modalità di selezione dei membri studiate per garantire maggiore neutralità e trasparenza.
- Allineamento ai principi costituzionali: secondo Mulè, la riforma rappresenta un ritorno ai valori originari della Costituzione del 1948, rafforzando l’imparzialità della giustizia.
Coinvolgere i cittadini
Mulè ha sottolineato che è fondamentale informare gli elettori sui contenuti del referendum, affinché possano esprimere una scelta consapevole su una materia complessa come quella giudiziaria. Eventi pubblici e dibattiti sono stati organizzati in tutta Italia per chiarire i dettagli della riforma e rispondere ai cittadini.
Modernizzare la giustizia
Secondo il fronte del “Sì”, il voto favorevole porterà a una giustizia più chiara, moderna e trasparente, tutelando sia i cittadini sia gli operatori del diritto e riducendo il rischio di conflitti interni tra magistrati.










