“No” al referendum sulla giustizia: Schlein spiega perché votare contro la riforma

Roma, 19 marzo 2026 – A pochi giorni dal voto sul referendum costituzionale sulla giustizia, la segretaria del Partito Democratico (PD), Elly Schlein, è in prima linea nella campagna per il “No”. Con una serie di interventi pubblici e manifestazioni in piazza, Schlein ha ribadito le ragioni della sua opposizione alla riforma, puntando l’attenzione su magistratura, costituzione e indipendenza della giustizia.

Difendere l’indipendenza dei magistrati

Schlein ha sostenuto che la riforma sottoposta al referendum non risponde alle reali esigenze di miglioramento del sistema giudiziario, ma rischia invece di indebolire l’autonomia dei magistrati. Secondo la leader dem, il testo in votazione viene percepito come un tentativo di accrescere l’influenza del potere politico sulla magistratura, condizione che secondo lei può compromettere la capacità dei giudici di agire in modo imparziale e indipendente.

Una riforma che non migliora la giustizia per i cittadini

Nel corso di un comizio in piazza del Popolo a Roma, Schlein ha affermato che la riforma non offre soluzioni concrete per i problemi reali dei cittadini, come lentezza dei processi o efficienza del sistema giudiziario, ma si concentra su modifiche istituzionali che — a suo avviso — rischiano di creare più problemi che benefici. Per questo motivo chiede un voto contrario alla conferma della riforma costituzionale.

“Ogni voto può fare la differenza”

Con il quorum non richiesto per la validità del referendum, Schlein ha anche ricordato l’importanza di partecipare al voto: “Ogni voto può fare la differenza”, ha detto, invitando gli elettori a informarsi e a recarsi alle urne per esprimere la loro contrarietà al testo proposto. La campagna del “No” ha visto anche alleanze politiche e sociali, con altre forze del centrosinistra e associazioni che condividono l’obiettivo di preservare quella che definiscono la Costituzione e il ruolo indipendente della magistratura, contrapponendosi alle modifiche contenute nella riforma di origine governativa.

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