In Italia non ci sono casi confermati di Hantavirus, ma le autorità sanitarie continuano a seguire con attenzione alcuni sospetti casi.
Un turista britannico, ricoverato all’Ospedale Sacco di Milano per precauzione, è risultato negativo al virus insieme al suo accompagnatore. L’uomo era stato considerato a rischio perché aveva viaggiato sullo stesso volo in cui si trovava una donna successivamente deceduta per Hantavirus in Sudafrica. Essendo privo di una sistemazione adatta per la quarantena, è stato trasferito in ospedale, dove resterà isolato secondo le disposizioni ministeriali.
Intanto, una turista argentina, ricoverata a Messina per una polmonite, è stata sottoposta a test per Hantavirus. I campioni sono stati inviati all’Istituto Spallanzani di Roma, centro di riferimento nazionale per le malattie infettive, insieme a quelli di un giovane calabrese in isolamento fiduciario.
A livello internazionale, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) segnala 11 casi sospetti, di cui 9 confermati, con tre decessi. Tra questi, una cittadina francese si trova in condizioni gravi, assistita da un polmone artificiale. Sulla nave da crociera collegata a uno dei focolai, 27 persone restano asintomatiche mentre si attende l’arrivo in Olanda.
Gli esperti ribadiscono che l’Hantavirus non è paragonabile al Covid-19: la trasmissione tra persone è rara, e il contagio avviene principalmente attraverso il contatto con escrementi o urine di roditori infetti. Tuttavia, la malattia può essere grave e richiede sorveglianza e test accurati per i contatti stretti di casi confermati.
Le autorità sanitarie italiane continueranno a monitorare la situazione, aggiornando tempestivamente la popolazione e garantendo la massima trasparenza.








