Meloni a Palermo tra memoria e sicurezza: omaggio a Falcone e nuove misure contro la criminalità

Una giornata dedicata al ricordo delle vittime della mafia e al rafforzamento della sicurezza quella vissuta a Palermo con la visita della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La premier ha partecipato alla cerimonia di svelamento della Fiat Croma sulla quale viaggiavano il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e l’autista giudiziario Giuseppe Costanza il 23 maggio 1992, giorno della strage di Capaci, per poi presiedere il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Nel suo intervento, Meloni ha parlato di un momento dal forte impatto emotivo, definendo la Croma «un simbolo della storia d’Italia». La presidente del Consiglio ha ricordato come l’attentato di Capaci abbia rappresentato una svolta nella lotta alla mafia, contribuendo a risvegliare la coscienza civile del Paese e a rafforzare l’impegno dello Stato contro la criminalità organizzata.

Secondo la premier, Giovanni Falcone e Francesca Morvillo rappresentano ancora oggi un esempio di coraggio e senso del dovere. «Erano persone normali che, nel momento decisivo, hanno scelto di stare dalla parte giusta», ha affermato, sottolineando come il loro sacrificio abbia cambiato il rapporto tra gli italiani e la mafia.

Prima della cerimonia, Meloni ha reso omaggio alla Stele di Capaci, ribadendo che «la memoria è un dovere» e che la lotta alla criminalità organizzata deve proseguire senza arretramenti.

Successivamente la presidente del Consiglio ha presieduto in Prefettura il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica insieme al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Al centro della riunione, l’escalation di episodi criminali registrata negli ultimi mesi nel capoluogo siciliano e le misure per rafforzare il controllo del territorio.

Tra gli interventi annunciati figurano l’arrivo di 90 nuovi agenti di polizia, che si aggiungono agli oltre 850 già destinati all’area palermitana dal 2025, nuovi finanziamenti per la sicurezza urbana e il potenziamento della videosorveglianza nelle zone considerate più sensibili, con telecamere gestite direttamente dalla Squadra Mobile per finalità investigative.

Meloni ha inoltre aperto alla possibilità di impiegare anche l’Esercito in alcune aree particolarmente critiche della città, come il quartiere Zen, attraverso operazioni congiunte con le forze di polizia. La premier ha spiegato che, qualora fosse necessario, il Governo è pronto anche a valutare modifiche normative per ampliare gli strumenti previsti dall’operazione “Strade Sicure”.

Particolarmente toccante l’intervento di Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso dalla mafia, che ha visto per la prima volta la Fiat Croma esposta al Museo del Presente. «Questa non è l’immagine di una sconfitta, ma di una rinascita», ha dichiarato, sottolineando come il museo rappresenti un luogo in cui la memoria continua a vivere e a trasmettere i valori della legalità alle nuove generazioni.

La visita istituzionale si è svolta nella stessa giornata in cui i carabinieri del Comando provinciale di Palermo hanno eseguito un’importante operazione contro la criminalità organizzata. Su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia sono state fermate 22 persone, ritenute coinvolte nell’ondata di intimidazioni ed estorsioni che negli ultimi mesi ha colpito commercianti e imprenditori della città.

Secondo gli investigatori, il gruppo sarebbe responsabile di numerosi attentati e azioni intimidatorie riconducibili al mandamento mafioso di Tommaso Natale-San Lorenzo. Tra le accuse contestate figurano estorsione, tentata estorsione e detenzione illegale di armi da guerra con l’aggravante mafiosa. Le indagini proseguono per accertare ruoli e responsabilità dei soggetti coinvolti.

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