Nuova frattura tra la Santa Sede e la Fraternità Sacerdotale San Pio X. Il Dicastero per la Dottrina della Fede ha dichiarato la scomunica “latae sententiae” per sei vescovi coinvolti nella consacrazione episcopale di quattro sacerdoti avvenuta il 1° luglio senza il mandato pontificio. Secondo il Vaticano, il rito costituisce un «atto di natura scismatica», compiuto in aperto contrasto con la volontà di Papa Leone XIV.
Il decreto porta la firma del cardinale Víctor Manuel Fernández, prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, e riguarda sia i due vescovi che hanno celebrato il rito – monsignor Alfonso de Galarreta, consacrante principale, e monsignor Bernard Fellay, co-consacrante – sia i quattro nuovi vescovi: don Pascal Schreiber, don Michael Goldade, don Michel Poinsinet de Sivry e don Marc Hanappier.
Il richiamo del Papa rimasto senza risposta
Nei giorni che hanno preceduto la cerimonia, Papa Leone XIV aveva rivolto un appello alla Fraternità invitandola a rinunciare alle consacrazioni, considerate un gesto capace di compromettere ulteriormente il cammino di riconciliazione con la Chiesa cattolica. Il Pontefice aveva parlato di un atto «grave», chiedendo di evitare una nuova lacerazione ecclesiale.
L’invito, tuttavia, non è stato accolto. La celebrazione si è svolta regolarmente ed è stata trasmessa in diretta sui canali social della Fraternità, con commenti in sei lingue per permettere la partecipazione di fedeli da diversi Paesi. Gli organizzatori hanno riferito la presenza di oltre 17 mila persone.
La posizione della Fraternità
Nel corso dell’omelia, il Superiore Generale della Fraternità San Pio X, don Davide Pagliarani, ha difeso la decisione definendo le consacrazioni un «evento storico» destinato a rappresentare uno spartiacque per il movimento. Il sacerdote ha inoltre auspicato che le autorità ecclesiastiche possano comprendere le ragioni che hanno portato alla scelta di procedere senza l’autorizzazione della Santa Sede.
Un precedente che riporta al 1988
L’episodio richiama inevitabilmente quanto accadde nel 1988, quando il fondatore della Fraternità, monsignor Marcel Lefebvre, consacrò quattro vescovi senza il consenso di Papa Giovanni Paolo II, provocando una delle crisi più profonde nei rapporti tra il movimento tradizionalista e il Vaticano.
Fondata proprio da Lefebvre, la Fraternità Sacerdotale San Pio X continua a mantenere una posizione critica nei confronti di alcune riforme introdotte dal Concilio Vaticano II. Le nuove consacrazioni episcopali rappresentano quindi un ulteriore momento di tensione con la Santa Sede, che ha ribadito la gravità del gesto attraverso il provvedimento di scomunica emanato dal Dicastero per la Dottrina della Fede.









