Tajani: si Ius Scholae: “essere italiano, essere europeo, ed essere patriota non è legato a sette generazioni”

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(www.rainews24.it) – Il dibattito nella maggioranza di Governo si era acceso ieri, sullo Ius Scholae, alimentato dall’intervento chiaro e netto del vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani: “Essere italiano, essere europeo, ed essere patriota non è legato a sette generazioni, ma a quello che sei tu. Non sono né un pericoloso sovversivo né un estremista di sinistra, ma dico che bisogna guardare alla realtà per quella che è. Io insisto sulla formazione, sull’identità, sulla cultura, perché se tu accetti di essere europeo nella sostanza, sei italiano ed europeo non perché hai la pelle bianca, gialla, rossa o verde, ma perché dentro di te hai quelle convinzioni, perché vivi quei valori – ha affermato Tajani al meeting di Rimini – perché dentro di te hai quell’anima europea. Se poi i tuoi genitori sono nati a Kiev, La Paz o Dakar è la stessa identica cosa”. 

Lega e Fratelli d’Italia ribadiscono che la proposta non era esplicitata nel programma, anche se il governatore del Veneto, il leghista Luca Zaia, coglie l’occasione per una riflessione: “Bisogna velocizzare le procedure per ottenere la cittadinanza”, dice Zaia. “In questo – ha spiegato – l’Italia è colpevole, perché chi fa domanda aspetta anche 3 o 4 anni. I cittadini mi fermano e si lamentano di questo, ma mai nessuno al mercato mi ha chiesto conto dello Ius scholae”.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni non si è ancora espressa su questo tema.

“L’apertura di Forza Italia è un fatto politico importante”, ha ribadito oggi la deputata di Italia Viva Elena Bonetti ai microfoni di RaiNews24, dal meeting di Rimini dove ha partecipato ad un panel col ministro Giorgetti. E con lei diversi esponenti delle opposizioni si dicono pronti a votare insieme una legge per garantire la cittadinanza italiana ai ragazzi che abbiano frequentato i cicli scolastici primari fino al completamente del percorso dell’obbligo a 16 anni. Mentre per Riccardo Magi, Più Europa, Forza Italia non avrà il coraggio di votare la proposta insieme alle opposizioni e l’unica via sarà il referendum.

Elena Bonetti, Azione: “Bene apertura di Forza Italia su Ius Scholae, li aspettiamo in Parlamento”

Anche il leader di Italia Viva Matteo Renzi non crede alle parole di Tajani, lo spiega oggi dalle pagine di QN che gli chiede: La svolta liberale di Forza Italia sui diritti è credibile? “No, purtroppo no – risponde Renzi – Come non lo è stato sulle carceri o sulla giustizia. Forza Italia cerca visibilità, ma in Parlamento servono gli articoli delle leggi, non quelli dei giornali”.

Lo Ius Scholae creerebbe oltre mezzo milione di nuovi cittadini italiani in cinque anni, di cui 300mila circa nel primo anno di applicazione. Gli alunni stranieri in totale sono oggi 935 mila – rivela uno studio di Tuttoscuola – sei su dieci raggiungerebbero la cittadinanza italiana nei primi cinque anni. Corrispondono a circa il 7% della popolazione scolastica complessiva. 

Tensione nel centro destra sullo Ius scholae. Tajani: “No a imposizioni, il mondo è cambiato”

Bernini: “Abbiamo tanto ascoltato, ora vorremmo essere ascoltati”

“Sono certa di no”. Così,  in un punto stampa al Meeting di Rimini, la ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha replicato a chi le chiedeva sei il dibattito in corso sullo Ius Scholae possa portare a una frattura all’interno del Governo e a metterlo in discussione e a rischio.   

“Sono assolutamente convinta – osserva –  che, come tutti i temi che non appartengono al programma di governo, ma che hanno un significato per la nostra comunità e per il nostro Paese, potrà essere discusso, come abbiamo sempre fatto, all’interno delle forze di maggioranza. Per essere ascoltati, questa è la nostra regola da liberali, bisogna anche ascoltare. Noi abbiamo tanto ascoltato e quindi adesso siamo felici di poter essere ascoltati su un tema che per noi è sempre stato cruciale“-   A giudizio di Bernini, ancora, “in un mondo che cambia ogni minuto, non più ogni giorno, ma ogni minuto, ogni secondo e in una civiltà e una comunità sempre più composita, è importante ragionare in termini di futuro e non di passato. Questa è l’idea dello Ius Scholae , che la cittadinanza dipenda da ideali, valori, cultura comune e non da altri fattori che non hanno a che vedere con la comunione di intenti e di ideali”.

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