Il ragazzo, 15 anni, non aveva più dato sue notizie dallo scorso giovedì. Nell’ultimo messaggio all’ex fidanzata parlava di un incontro pericoloso
I sommozzatori dei vigili del fuoco recuperano dalle acque del fiume Brenta tra la località Torre di Padova e Cadoneghe il corpo senza vita di Ahmed Jouider
E’arriva la conferma: è di Ahmed Jouider il corpo ritrovato questa mattina nelle acque del fiume Brenta, vicino Padova. Il ragazzo risultava scomparso da casa dallo scorso giovedì dopo aver detto alla mamma che stava andando alla chiesa di Mortise per incontrare degli amici.
Sulle rive del fiume è stato trovato anche il suo cellulare, abbandonato vicino alla passerella pedonale. Da lì è partito il messaggio vocale ricevuto giovedì sera dalla ex fidanzata in cui le diceva di avere delle questioni in sospeso con alcune persone aggiungendo “più che altro penso che morirò, penso di sì o, se non muoio, avrò delle ferite gravi”.
Quando la polizia in mattinata ha trovato lo smartphone del 15enne vicino al ponte pedonale che collega il quartiere Torre con Cadoneghe, i vigili del fuoco hanno focalizzato le ricerche su quel punto del fiume dove, poi, è stato trovato il cadavere del ragazzo.
Nei giorni scorsi famigliari e amici avevano parlato di un giovane senza particolari problemi, iscritto al secondo anno dell’istituto professionale Bernardi, dove seguiva le lezioni regolarmente. Per questo non hanno mai voluto credere, ex fidanzata compresa, ad un suo allontanamento volontario,
L’ultimo contatto con la mamma risale intorno alle 10 di sera di giovedì 21, quando si sono salutati con un abbraccio e un bacio sulla testa.
E’ stata subito disposta l’autopsia sul corpo di Ahmed Jouider, a tenere le indagini il pubblico ministero Andrea Girlando. Sul corpo non sembrano esserci apparentemente segni di violenza e la bici con cui si è allontanato non è stata ancora trovata.
(www.rainews24.it)










