Assegno di ricollocazione fino a 5 mila euro: a chi spetta

L’assegno di ricollocazione è lo strumento che aiuta le persone a ricollocarsi nel mercato del lavoro. Nell’articolo alcune indicazioni utili.

L’assegno di ricollocazione (Adr) è uno strumento che aiuta le persone a ricollocarsi nel mercato del lavoro. Consiste in un importo da utilizzare presso i soggetti che forniscono servizi di assistenza personalizzata per la ricerca di occupazione (centri per l’impiego o enti accreditati ai servizi per il lavoro).

Si tratta della prima misura di politica attiva del lavoro di livello nazionale coordinata da Anpal e gestita tramite la rete pubblico-privata dei servizi per il lavoro, in accordo con Regioni e Province autonome.

La persona beneficiaria dell’assegno sceglie l’ente da cui farsi aiutare, consultando sul sito Anpal l’albo nazionale dei soggetti accreditati. Un tutor sostiene la persona nelle attività utili alla sua ricollocazione e ne promuove il profilo professionale presso i potenziali datori di lavoro. L’ente aiuta la persona durante la preselezione e le prime fasi d’inserimento in azienda. Se la persona viene assunta, l’importo dell’Adr viene riconosciuto all’ente.

L’importo dell’Adr

L’ente prescelto, se riesce a ricollocare al lavoro la persona beneficiaria dell’Adr, riceve un importo calcolato in base al tipo di contratto.

  • da 250 euro a 1.250 euro: contratto da 3 a 6 mesi (3 mesi al Sud, per le seguenti regioni: Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia);
  • da 500 euro a 2.500 euro: contratto a termine di 6 mesi e oltre;
  • da 1.000 euro a 5.000 euro: contratto a tempo indeterminato, incluso l’apprendistato

Come fare per percepire l’assegno

Chi percepisce il reddito di cittadinanza (Rdc) ed è chiamato a sottoscrivere un patto per il lavoro, riceve l’assegno di ricollocazione Rdc. È erogabile fino al 31 dicembre 2021

La persona cui è stato assegnato l’AdRdC riceve una notifica da Anpal, via email o sms.
Deve a questo punto scegliere il soggetto (centro pubblico per l’impiego o altro soggetto erogatore di servizi per il lavoro) presso il quale utilizzare l’assegno, e prenotare l’appuntamento. Alla scadenza dei 30 giorni, se non è stato scelto il soggetto erogatore di assistenza intensiva, verranno attivate le sanzioni previste dagli articoli 7 e 9 del D.L. n. 4/2019. Per individuare la sede del soggetto erogatore e prenotare l’appuntamento si può utilizzare l’area riservata MyANPAL, o farsi assistere dal centro per l’impiego dove si è sottoscritto il patto per il lavoro/patto di servizio, o da un patronato.  Al momento è possibile usufruire di tale assistenza anche a distanza, considerate le eventuali limitazioni alla circolazione delle persone.

Amalia Vingione