l calcio italiano perde uno dei suoi interpreti più liberi e creativi: Evaristo Beccalossi è morto a Brescia all’età di 69 anni, a pochi giorni dal suo settantesimo compleanno.
Da oltre un anno combatteva con gravi problemi di salute, iniziati dopo un malore nel gennaio 2025 e culminati in un lungo periodo di coma. Il decesso è avvenuto nella notte presso la Fondazione Poliambulanza, dove era ricoverato.
Fantasia, istinto e imprevedibilità: Beccalossi è stato tutto questo. Un numero 10 atipico, capace di accendere una partita con una giocata fuori copione, ma anche di sfuggire alle logiche del calcio più ordinato. Non a caso Gianni Brera lo ribattezzò “Driblossi”, mentre lo storico dirigente Peppino Prisco ne sintetizzò il talento con una frase rimasta celebre: “Non era lui a giocare con il pallone, era il pallone a giocare con lui”.
Il suo nome resta indissolubilmente legato all’Inter, dove arrivò nel 1978 e visse gli anni più luminosi della carriera sotto la guida di Eugenio Bersellini. Con i nerazzurri conquistò lo scudetto 1979-80 e la Coppa Italia 1981-82, collezionando 216 presenze e 37 reti. Tra queste, una doppietta nel derby del 1979 ancora impressa nella memoria dei tifosi. E poi gli episodi che alimentano il mito, come i due rigori falliti contro lo Slovan Bratislava: errori diventati racconto, quasi letteratura calcistica.
Dopo l’Inter, l’esperienza alla Sampdoria e le ultime tappe di una carriera conclusa nel 1991. Ma Beccalossi non ha mai lasciato davvero il calcio: dirigente, opinionista, uomo di campo e di idee, ha continuato a vivere quel mondo con lo stesso spirito libero che lo aveva reso unico.
Nel ricordo diffuso dall’Inter c’è forse la sintesi più efficace: il calcio come arte. Ed è proprio questa l’eredità di Beccalossi, in un’epoca sempre più schematica e meno romantica.
A Brescia è stata allestita la camera ardente presso la Poliambulanza. I funerali si terranno venerdì alle 13:45 nella Chiesa della Conversione di San Paolo. Un ultimo saluto a un giocatore che non si è mai limitato a giocare: ha immaginato, inventato, incantato.










