Laura Zampa:”L’impegno civico per il San Matteo degli infermi prosegue con coerenza

éubblichiamo integralmente il comunicato stampa di Laura Zampa

Con perseveranza, coerenza ed impegno, insieme al Comitato di Strada per la Salute Pubblica, il Coordinamento per la pace i diritti e la difesa dell’ambiente, il Comitato di vigilanza per la salute della città di Spoleto e della Valnerina, il Cityforum, da tempo uniti a tutela dell’Ospedale San Matteo, e ad altri sostenitori che amano la città, ci stiamo battendo per restituire al nostro Ospedale dignità e ruolo nella Rete Ospedaliera umbra.

Consapevole delle difficoltà e degli ostacoli che si frappongono a questo obiettivo, nella mia posizione di cittadina che ha anche ricoperto ruoli istituzionali, cerco sempre di mantenere relazioni politiche, dialogo e positività, perché ritengo che solo nella propositività e nell’ascolto si possono raggiungere soluzioni condivise.

Con convinzione ho sostenuto la Presidente Stefania Proietti nella sua Lista Civica Umbria Domani e convintamente ho preso insieme a lei impegni per la salute e la sanità pubblica che ora è il momento di mantenere.

Con convinzione quindi continuo ad essere sollecita presso di lei e del Dott. Noto, Direttore generale della Asl2, per far presenti difficoltà, promuovere incontri con i Comitati, evidenziare le problematiche ricadute sul San Matteo degli Infermi, e di conseguenza su tutta la cittadinanza, dall’ottobre 2020, a seguito della chiusura per Covid dei reparti mai più riaperti.

Attualmente si sta redigendo in Regione il nuovo PSSR ed in particolare si sta dissertando sulle Reti Ospedaliere. Abbiamo chiesto alla Presidente, insistentemente, di azzerare il Terzo Polo Ospedaliero cancellando la delibera 1399 della Giunta Tesei che, con un semplice atto amministrativo, andava a sostituire il PSR del 2012, regolarmente votato dalla Assemblea Legislativa dell’Umbria. Stefania Proietti ha più volte affermato, e lo ha ribadito nell’ultimo incontro a febbraio 2026, presso gli uffici del Broletto dove ha ricevuto i Comitati con il Direttore Noto, che questo verrà presto superato dal nuovo Piano Socio Sanitario Regionale. Fino a prova contraria voglio crederlo.

Le polemiche di questi giorni, montate dopo l’intervista del Presidente della Provincia Presciutti, salgono spontanee da tutto il territorio dello spoletino, che giustamente restituisce al mittente le dichiarazioni fuori luogo e fuori ruolo di chi, esprimendo una sua personale e opinabile opinione, intende declassare l’Ospedale di Spoleto a Ospedale di base, spogliandolo della sua collocazione tra i DEA di primo livello.

Ricordo, a chi dovrebbe ben conoscere le realtà della Provincia di Perugia, che l’Ospedale di Spoleto, oltre ad essere l’unico DEA di 1° livello presente nel cratere del sisma 2016, la cui emergenza risulta ancora aperta, è posizionato al centro di un vasto territorio che conta oltre 60.000 abitanti, oro geograficamente fragile, a rischio sismico (zona sismica 1) e con propensione al dissesto idrogeologico, con profonde problematiche legate a carenza di infrastrutture e trasporti. Il Comune di Spoleto è stato inoltre inserito tra i Comuni Montani secondo i nuovi parametri ministeriali ed è per di più sede dello Stabilimento Militare di Munizionamento Terrestre (AID Difesa) del quale non credo sia necessario specificare il ruolo strategico; è sede di una delle tre Case di Reclusione presenti in Umbria che conta la presenza regolare di oltre 450 detenuti e ospita vari regimi tra cui l’Alta Sicurezza e il 41-Bis; ha la presenza in città dello stabilimento Italmatch Chemical che, per le sue caratteristiche, è dotato di un ampio Piano di Emergenza Esterno per la gestione del rischio industriale. Tutti elementi questi che mettono in evidenza come la presenza di un P.O. DEA di primo livello sia indispensabile per la sicurezza di tutti, lavoratori e cittadini.

Francamente mi stupisce di essere oggi ancora costretta a sollecitare attenzione sull’Ospedale di Spoleto quale DEA di 1°livello, e non lo faccio certo per campanilismo, termine abusato da chi, presumendo di avere potere, vuole mettere a tacere i più deboli, ma perché ritengo sia chiaro che Spoleto ed il suo territorio esigano un presidio di Emergenza Urgenza, aggiungendo peraltro che ormai è dimostrato che lo svuotamento del nosocomio spoletino ha provocato un abbassamento della qualità dei servizi in tutto il territorio della ASL2 e costi elevati per i cittadini, sia in termini economici che sociali.

Al momento quello che posso osservare, e per cui ringrazio la Presidente Stefania Proietti e il Direttore Roberto Noto, è l’affidamento della progettazione dei lavori di adeguamento a rischio sismico del P.O. di Spoleto per oltre 16 milioni di euro, con la delibera del Direttore generale della Asl2 dell’Umbria n° 282 del 14 febbraio 2026.

Ci sono voluti 10 anni dal terremoto del 2016, ma finalmente questi fondi andranno ad adeguare la sicurezza delle strutture e di certo quindi anche a migliorare molti servizi del San Matteo. Spero si possa sapere presto, in modo preciso e diffuso, come si programmerà la spesa di questi fondi in base al ruolo che il San Matteo avrà nella rete ospedaliera umbra.

Riapro infine sulla riattivazione del Punto nascita, sospeso nel 2020 con un numero di parti da sempre intorno ai 500. Su incarico della Presidente e Assessore alla Salute Proietti, il Dott. Noto ha redatto un’ampia, dettagliata e puntuale relazione per la richiesta di deroga per la riattivazione del punto nascita presso l’ospedale di Spoleto. La richiesta, indirizzata al Comitato Percorso Nascita Nazionale, ci è stato confermato, verrà presentata ed illustrata al Ministero.

Confidiamo nell’essere ascoltati in quella sede, perché questo vorrà dire riapertura di reparti e servizi essenziali nell’area Materno Infantile e quindi innalzamento della attenzione alla salute e alla cura di donne e bambini di tanta parte dell’Umbria, dove molte famiglie attendono da ben 5 anni la risoluzione al grave disagio sanitario e sociale arrecato.

Non ci si venga a parlare di numeri inadeguati alla sicurezza per le puerpere e i bambini perché allora in Umbria dovrebbero essere chiusi diversi altri punti nascita prima di quello di Spoleto. La sicurezza per una donna e per il suo bambino risiede nella professionalità del personale, nella accoglienza, nell’essere ascoltati, visitati, monitorati in strutture adeguate, nella possibilità di raggiungere un ospedale in tempi congrui per avere salva la vita in caso di improvvise difficoltà. Si torni a parlare di prossimità e non di cifre. Le nostre donne e i nostri figli non sono numeri, ma persone i cui diritti sono calpestati.

Vorrei su questo tema aggiungere che non è stato di certo confortante vedere tutti gli Ospedali umbri presentare ampi progetti di partecipazione alla “settimana della prevenzione in rosa” ed il nostro Ospedale prevedere un semplice giorno di visite ginecologiche gratuite. Forse la Direttrice dell’ospedale Letizia Damiani poteva organizzare qualcosa di meglio per la prevenzione e la salute delle donne del territorio coinvolgendo le valide professionalità di cui il San Matteo degli Infermi è dotato in ogni sua struttura.

Ma ora è il momento di pensare positivo. Presto il nuovo PSSR sarà pubblicato e preadottato ed andrà alla partecipazione che sarà ampia e diffusa, come promesso dalla Presidente Proietti. I Comitati ne saranno parte attiva, con il ruolo loro riconosciuto dalla petizione popolare sottoscritta da 10055 cittadini e consegnata alla Presidente della Assemblea legislativa dell’Umbria in data 11 febbraio 2025, per la quale da oltre un anno stiamo attendendo una audizione in Terza Commissione Consiliare.

Tutta la parte politica ed amministrativa della città, insieme al mondo variegato del civismo, si è in questi giorni espressa per la restituzione di dignità e ruolo al San Matteo degli Infermi.

Spoleto deve essere ascoltata.

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