Non ci sarebbe stata alcuna gara clandestina nell’incidente avvenuto nella notte del 24 ottobre 2025 su via Via Cristoforo Colombo a Roma, costato la vita alla 20enne Beatrice Bellucci. A chiarirlo è la consulenza tecnica depositata e ora al vaglio della Procura, che ridimensiona l’ipotesi iniziale di una corsa tra auto.
Secondo la ricostruzione, la Mini Cooper guidata da Silvia Piancazzo, con a bordo la giovane vittima, si è scontrata con una BMW condotta da Luca Girimonte. Entrambi i veicoli viaggiavano a velocità superiore ai limiti consentiti, ma senza elementi che confermino una competizione tra loro.
La ricostruzione dell’incidente
La perizia dell’ingegnere Mario Scipione evidenzia come, circa 100 metri prima dell’impatto, la BMW avrebbe effettuato un sorpasso sulla Mini, occupando la corsia centrale mentre la Mini procedeva su quella di sinistra. Il punto decisivo sarebbe stato l’invasione di corsia da parte della BMW, considerata la causa scatenante dello scontro.
Gli accertamenti sottolineano comunque un contesto di velocità elevata da entrambe le parti, anche se non tale da configurare una gara clandestina. Le immagini video acquisite agli atti avrebbero confermato la dinamica dell’impatto.
La posizione degli indagati
Silvia Piancazzo risulta iscritta nel registro degli indagati per concorso in omicidio stradale, un atto dovuto in casi di incidente mortale. La sua posizione, così come quella del conducente della BMW, sarà ora valutata dalla Procura di Roma guidata dal pubblico ministero Andrea D’Angeli.
Le indagini e il contesto
Le verifiche proseguono per definire con precisione le responsabilità del sinistro, mentre la consulenza tecnica sembra escludere l’ipotesi più grave inizialmente ipotizzata. Resta però confermato il quadro di eccesso di velocità e una dinamica stradale complessa.
La tragedia ha profondamente colpito l’opinione pubblica romana, riaccendendo l’attenzione sulla sicurezza di un’arteria trafficata come via Cristoforo Colombo, spesso teatro di incidenti nelle ore notturne.










