SION (Svizzera) – Il Tribunale per le misure coercitive del Cantone del Vallese ha deciso di prorogare fino al 10 luglio 2026 le misure cautelari a carico di Jessica Moretti, la proprietaria del bar “Le Constellation” di Crans-Montana, coinvolta nell’inchiesta sul tragico incendio che nella notte di Capodanno ha causato la morte di 41 persone, tra cui sei italiani.
La decisione arriva su richiesta della Procura di Sion, che ha sottolineato l’aumento del rischio di fuga da parte della famiglia Moretti, in particolare verso la Francia, dove possiede una casa a Cannes. Nonostante ciò, il tribunale ha deciso di non inasprire le misure in atto, confermando l’obbligo di firma e il divieto di espatrio, senza modifiche rispetto alla decisione presa a gennaio.
L’Incendio e le Accuse
L’incendio, che ha devastato il locale “Le Constellation” a Crans-Montana la notte tra il 31 dicembre 2025 e l’1 gennaio 2026, ha lasciato una scia di morte e distruzione. Le vittime erano in gran parte giovani persone, tra cui sei italiani, che stavano festeggiando il Capodanno in una delle discoteche più frequentate della località alpina. Più di dieci persone sono rimaste ferite.
Jessica Moretti è accusata di omicidio colposo, lesioni e incendio colposo. L’inchiesta si concentra sulle cause dell’incendio e sulla gestione della sicurezza del locale, in particolare se la proprietaria avesse trascurato misure adeguate per prevenire il disastro.
La Proroga delle Misure Cautelari
Le misure cautelari imposte a Jessica Moretti a gennaio – obbligo di firma e divieto di espatrio – sono state prorogate oggi di tre mesi. La Procura di Sion ha motivato la richiesta con il presunto aumento del rischio di fuga, alla luce delle proprietà immobiliari della famiglia Moretti in Francia. Tuttavia, il tribunale ha ritenuto che non vi fossero elementi sufficienti per modificare le restrizioni già in atto, e ha scelto di prorogarle senza inasprirle.
La proroga delle misure cautelari indica che l’inchiesta non è ancora conclusa e che le autorità svizzere continuano a monitorare da vicino la situazione. Nonostante la famiglia Moretti possa contare su proprietà al di fuori della Svizzera, il tribunale ha deciso di non applicare misure più severe, ritenendo che non ci fossero prove concrete per giustificare un allentamento o un inasprimento delle restrizioni.
La Reazione della Difesa e gli Sviluppi Futuri
I legali di Jessica Moretti, tra cui l’avvocato Yael Hayat e Nicola Meier, hanno ribadito la posizione di innocenza della loro assistita, sostenendo che non vi erano intenzioni criminali dietro l’incendio. La difesa continua a puntare sulla mancanza di prove concrete che possano legare direttamente la proprietaria al disastro, ma l’inchiesta è ancora in corso e potrebbero emergere nuovi dettagli nelle prossime settimane.
La vicenda ha suscitato forti reazioni a livello locale e internazionale, con molti esprimendo solidarietà alle famiglie delle vittime. Tuttavia, il caso rimane un punto di riferimento per le discussioni sulla sicurezza nei locali pubblici e sulle responsabilità delle persone che li gestiscono.
Le Prossime Fasi dell’Inchiesta
L’inchiesta continua a fare luce sulle cause dell’incendio e sulla gestione del locale. Gli investigatori stanno esaminando tutti gli aspetti legati alla sicurezza antincendio e alla responsabilità della proprietaria e del suo staff. Le autorità svizzere stanno anche cercando di stabilire se altre persone siano coinvolte nell’incidente o se ci siano state omissioni o errori da parte di altri membri del personale del locale.
Nel frattempo, la comunità di Crans-Montana e le famiglie delle vittime attendono risposte definitive su quanto accaduto quella notte. Le misure cautelari prolungate contro Jessica Moretti sono un segno che l’inchiesta proseguirà con il massimo rigore, in attesa di chiarire tutte le circostanze che hanno portato a una delle tragedie più gravi nella storia recente della Svizzera.










