(fonte:www.rainews24.it) – La manovra finanziaria ha messo in luce anche divergenze di vedute tra i partiti della maggioranza, in particolare per quanto riguarda la sensibilità verso il mondo bancario e la necessità di coinvolgere tutti i ministri nella definizione dei tagli alla spesa.
L’ipotesi di un contributo straordinario a carico delle banche ha generato tensioni, con Forza Italia contraria e Lega e Fratelli d’Italia più possibiliste. Il Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, è stato uno dei principali sostenitori di questa misura che si configurerebbe come un contributo e non una tassa. Forza Italia si è detta preoccupata per l’impatto sui piccoli istituti bancari, ottenendo rassicurazioni sulla loro tutela.
Il Ministro Giorgetti ha spinto per una spending review, chiedendo ai Ministeri di individuare le spese “improduttive o che si possono rinviare”. Questa richiesta ha generato malumori tra i ministri, che si sono sentiti sotto pressione e poco coinvolti nella definizione della manovra. Antonio Tajani, Vicepremier e leader di Forza Italia, ha sottolineato la necessità di un maggiore confronto all’interno della maggioranza, sostenendo che “non c’è uno che scrive la manovra e gli altri che la approvano”.
L’enfasi iniziale di Giorgetti sui “sacrifici” necessari per garantire la sostenibilità del bilancio pubblico ha creato disagio all’interno della maggioranza. La stessa premier Meloni è stata costretta a intervenire per correggere il tiro e rassicurare i cittadini sul sostegno alle famiglie e alle imprese.










