La guerra in Ucraina continua a muoversi su un crinale fragile, tra timidi segnali di apertura diplomatica e dichiarazioni che confermano la distanza tra le parti. Da Mosca arrivano indicazioni su possibili contatti negoziali, mentre sul campo politico e militare restano ferme le posizioni più controverse.
Putin apre ai colloqui e cita un nome inatteso
Il presidente russo Vladimir Putin ha parlato della possibilità di nuove trattative, rilanciando l’idea di una mediazione internazionale e citando anche l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder come possibile figura coinvolta nei negoziati.
Una proposta che ha immediatamente sollevato dubbi e perplessità in ambito europeo, anche per i precedenti rapporti tra Schröder e il settore energetico russo.
Donbas, la linea dura del Cremlino non cambia
Accanto alle aperture diplomatiche, Mosca mantiene una posizione ferma su uno dei punti centrali del conflitto: il futuro del Donbas. Secondo le dichiarazioni attribuite a fonti russe, Kiev sarebbe destinata prima o poi a rinunciare al controllo dell’area, condizione che continua a rappresentare uno dei principali ostacoli a qualsiasi accordo.
Diplomazia in movimento: attesi Witkoff e Kushner a Mosca
Sul fronte internazionale si registra anche un possibile canale parallelo di dialogo. Gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner sarebbero attesi a Mosca per una serie di incontri esplorativi.
L’obiettivo sarebbe quello di sondare margini di trattativa e riaprire un minimo di comunicazione tra Russia e Stati Uniti in una fase ancora estremamente instabile.
Scambio di prigionieri, Kiev accelera e coinvolge Washington
Nel frattempo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato che Kiev ha trasmesso alla Russia le liste per uno scambio di circa 1.000 prigionieri per parte.
L’Ucraina chiede ora un ruolo diretto degli Stati Uniti come garanti dell’accordo, con l’obiettivo di assicurare che Mosca rispetti gli impegni eventualmente raggiunti. Secondo Kiev, i contatti con Washington sono costanti proprio per monitorare la fase attuativa delle intese.
Versioni contrastanti e trattativa ancora fragile
Le dichiarazioni ucraine arrivano in risposta alle affermazioni di Mosca, che nei giorni scorsi aveva negato la ricezione di proposte concrete sullo scambio. Un disallineamento che evidenzia quanto il dialogo resti ancora incerto e facilmente soggetto a smentite reciproche.
Un possibile spiraglio, ma senza svolta
Tra aperture politiche, condizioni territoriali rigide e tentativi di mediazione internazionale, il quadro complessivo resta fluido ma lontano da una svolta. Le prossime mosse diplomatiche chiariranno se si tratta di un reale avvicinamento tra le parti o dell’ennesimo passaggio in una crisi ancora bloccata.








