È scontro aperto tra Organizzazione Mondiale della Sanità e autorità russe dopo la morte di una ricercatrice dell’Istituto di ricerca anti-peste di Irkutsk, in Siberia. La donna è deceduta il 2 ottobre 2026 per una forma di polmonite severa, riaccendendo i riflettori sui protocolli di biosicurezza nei laboratori ad alto rischio della regione.
Mentre l’OMS sollecita massima trasparenza e chiarimenti urgenti sull’accaduto, il Cremlino respinge con forza le speculazioni su una possibile epidemia. Mosca ha escluso categoricamente casi recenti di peste nell’area, pur avendo avviato un’indagine epidemiologica ufficiale per fare luce sulle cause del decesso. Riguardo alle voci su un presunto secondo contagio, il portavoce del Cremlino ha liquidato la vicenda parlando di una “ondata di notizie false” orchestrata per creare allarmismo.








