Oltre centomila persone a Roma per la mobilitazione promossa dalla Cgil e da più di cento associazioni laiche e cattoliche. Al centro della manifestazione il lavoro, il caro vita, la difesa della sanità pubblica e la lotta alle disuguaglianze. Landini annuncia lo sciopero generale del 20 novembre e rilancia un contributo dell’1% sui grandi patrimoni per finanziare il welfare.
Oltre centomila persone sono scese in piazza a Roma il 17 ottobre 2026 per partecipare alla manifestazione nazionale “La Via Maestra”, promossa dalla Cgil insieme a più di cento associazioni laiche e cattoliche. Una mobilitazione che ha riunito lavoratori e lavoratrici, giovani, studenti, agricoltori e camionisti, accomunati dalle difficoltà legate all’aumento del costo della vita e dalla richiesta di maggiori tutele sociali ed economiche.
Dal corteo, il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha sottolineato il valore unitario della manifestazione, indicandola come un momento di partecipazione democratica e di rivendicazione dei diritti. Dall’Ilva all’Electrolux, ha ricordato, sono numerose le realtà del mondo del lavoro impegnate a difendere occupazione, salari e condizioni di vita dignitose. Una mobilitazione che, secondo il leader sindacale, dimostra come le difficoltà economiche non riguardino una singola categoria, ma attraversino l’intera società.
«Questa piazza unisce tutti quelli che si stanno battendo in questo Paese per i loro diritti», ha dichiarato Landini, richiamando l’attenzione sul caro vita e sulle difficoltà di tante famiglie ad arrivare alla fine del mese. Da qui l’appello a riprendere la parola e a partecipare attivamente alla vita pubblica. «La democrazia la si difende praticandola, non rinunciando, non abbassando mai la testa e mettendo al centro la persona, non il mercato, non il profitto», ha affermato.
Giovani e nuove generazioni chiedono di essere ascoltati
Uno dei temi centrali del discorso è stato il ruolo delle nuove generazioni. Secondo Landini, le mobilitazioni delle ultime settimane hanno trasmesso un messaggio chiaro: i giovani non intendono più accettare di rimanere ai margini delle decisioni che riguardano la loro vita e il loro futuro.
«Non accettano più di stare ai margini, di non essere considerati, di non essere ascoltati, perché vogliono essere protagonisti della loro vita e del loro futuro. E il futuro è oggi», ha dichiarato il segretario generale della Cgil.
Un richiamo che si lega alla necessità di intervenire sulle disuguaglianze e sulle ingiustizie sociali, costruendo un Paese capace di offrire maggiori opportunità e garanzie. Per Landini, il cambiamento non può essere rimandato, ma deve partire dal presente, rimettendo al centro i principi della Costituzione e la tutela della dignità delle persone.
Salari, pensioni e sanità pubblica al centro delle rivendicazioni
Tra le richieste avanzate dalla Cgil figurano salari adeguati, pensioni dignitose e un sistema sanitario pubblico in grado di garantire a tutti il diritto alla salute. Obiettivi che, secondo il sindacato, richiedono interventi concreti per contrastare l’aumento del costo della vita e ridurre le distanze economiche e sociali.
«Vogliamo degli stipendi che ci facciano vivere con dignità, una pensione dopo una vita di lavoro che ci permetta di vivere con dignità, una sanità pubblica che funzioni, che garantisca la salute a tutti», ha affermato Landini.
Il leader sindacale ha quindi sollecitato una riflessione sulle condizioni economiche del Paese, ponendo una domanda diretta al pubblico: «Quattro anni fa, quando non c’era questo governo, e oggi, stiamo meglio o stiamo peggio?».
Nel suo intervento ha inoltre rivendicato il ruolo di chi lavora e contribuisce al finanziamento dei servizi pubblici attraverso il pagamento delle imposte, richiamando la necessità di contrastare l’evasione fiscale e garantire il riconoscimento dei diritti a tutti i cittadini.
Patrimoniale, riforma fiscale e rinnovabili: le proposte della Cgil
In vista della discussione sulla manovra economica, Landini ha rilanciato alcune proposte della Cgil sul fronte fiscale, sociale ed energetico. Tra queste, l’introduzione di un contributo di solidarietà a carico dei grandi patrimoni, una riforma fiscale più equa e un piano per accelerare lo sviluppo delle energie rinnovabili.
L’obiettivo dichiarato è reperire risorse da destinare al welfare, rafforzando settori essenziali come la sanità, la scuola e le politiche abitative, e allo stesso tempo ridurre le disuguaglianze economiche.
A sostegno della proposta sulla patrimoniale, Landini ha indicato una possibile misura: «Se a chi ha un patrimonio netto di 2 milioni si chiede di versare un contributo di solidarietà dell’1% si recuperano 25 miliardi, che si possono investire in sanità, scuola, affitti».
Secondo le stime richiamate dalla Cgil, il provvedimento riguarderebbe circa 500mila contribuenti. La proposta si inserisce nella più ampia richiesta di una riforma del sistema fiscale che distribuisca il carico tributario in modo più equo e consenta di finanziare servizi pubblici e interventi sociali.
Sul fronte energetico, il sindacato punta invece a rafforzare l’autonomia del Paese attraverso un maggiore ricorso alle fonti rinnovabili. Sole e vento, ha osservato Landini, rappresentano risorse disponibili che possono contribuire a ridurre la dipendenza energetica dall’estero e i costi per famiglie e imprese.
Il 20 novembre lo sciopero generale
La manifestazione si è conclusa con l’annuncio di una nuova fase di mobilitazione. Dal palco, Landini ha comunicato che la Cgil proclamerà uno sciopero generale per il 20 novembre, con l’obiettivo di sostenere un percorso di cambiamento fondato sul lavoro, sui diritti e sulla giustizia sociale.
Per il segretario generale, lo sciopero rappresenta uno strumento di solidarietà collettiva, perché non serve soltanto a difendere le condizioni di chi incrocia le braccia, ma anche a estendere le tutele a chi ne è privo.
«Noi ci mettiamo a disposizione di questo processo democratico, di cambiamento, che rimetta al centro il lavoro, i diritti, la giustizia sociale», ha dichiarato, ribadendo la volontà del sindacato di proseguire la mobilitazione.
Il messaggio conclusivo di Landini è stato un invito a non arretrare di fronte alle difficoltà e a proseguire la battaglia per un modello sociale più equo. «Non ci fermerà nessuno, andiamo avanti con forza e con solidarietà», ha affermato.
La giornata romana si è così trasformata in un momento di confronto sulle principali questioni economiche e sociali del Paese, dalle retribuzioni al welfare, dalla fiscalità alla transizione energetica. Al centro delle richieste della Cgil resta la necessità di costruire un futuro in cui il lavoro, la dignità delle persone e i diritti sociali abbiano un ruolo prioritario.








