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Nonostante la conferma del tetto massimo ai prezzi da parte di Eni, lo stop allo sconto fiscale garantito dal Governo fa schizzare verso l’alto il costo del diesel. Trattandosi di tariffe direttamente collegate alle agevolazioni statali, il venir meno del contributo di circa 6,1 centesimi si ripercuote immediatamente sui listini della rete stradale: il gasolio sale così da 2,19 a 2,25 euro al litro, mentre la benzina resta ferma a 1,99 euro. La società energetica ha precisato che la misura di calmiere resta in vigore, ma come preannunciato non può farsi carico del ripristino delle imposte.
Le reazioni dei consumatori e le decisioni dell’Esecutivo
- Codacons: L’associazione dei consumatori ha evidenziato come l’interruzione del taglio sulle accise abbia subito bloccato il trend ribassista dei giorni precedenti (avviato da compagnie come Eni, IP, Q8 e Tamoil), traducendosi nel previsto aumento dei prezzi alla pompa.
- La linea del Governo: Sull’eventuale introduzione delle “accise mobili” la posizione rimane cauta. Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo e il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin hanno confermato che il dossier è ancora in fase di studio e che non è stato sottoscritto alcun decreto interministeriale per riattivare lo sconto.









