La figura di San Francesco d’Assisi anell0yyavo centenario della sua morte provoca e interroga profondamente la società contemporanea, mettendo in luce la distanza tra la sua scelta radilcale e la realtà in cui viviamo oggi.
La scelta della povertà: Francesco non vedeva la povertà come una privazione o una miseria subito passivamente, ma come una liberazione. Spogliarsi dei beni materiali gli ha permesso di spezzare la logica del possesso, del potere e dell’accumulo per mettere al centro le relazioni umane e l’essenziale.
Vivere di ciò che offre la natura e della generosità altrui richiedeva una fiducia totale nell’altro e nella Provvidenza, trasformando la dipendenza in un ponte di fraternità con gli “ultimi”.
Nella società attuale, basata sul consumo, sull’autosufficienza e sull’apparenza, il modello di Francesco appare spesso distante o persino “impossibile” per diversi motivi:Un sistema basato sul possesso: La nostra economia e la nostra sicurezza personale sono strutturate sull’accumulo di risorse e garanzie per il futuro. La tendenza a chiudersi nel proprio interesse crea un clima in cui l’altro è spesso visto come una minaccia o un rivale, anziché come un fratello o un’opportunità di incontro. L’arroganza e la cattiveria verbale o sociale – aggravate dalla frenesia moderna – riducono lo spazio per l’empatia e la solidarietà spontanea.
Anche se la maggior parte delle persone non può o non intende adottare una povertà materiale totale come quella di Francesco, il suo spirito rimane di straordinaria attualità: Ridurre l’impatto dei consumi inutili e riscoprire il valore delle cose semplici e delle relazioni genuine.Il suo Cantico delle Creature anticipa la necessità contemporanea di un’ecologia integrale, fondata sul rispetto dell’ambiente e delle sue risorse.La vera eredità di Francesco non sta nel mendicare, ma nel guardare chi è in difficoltà senza giudizio, offrendo ascolto, dignità e supporto concreto in un mondo che tende ad accantonare i più deboli.








