Strettura – Le promesse, alla fine, se le porta via il vento. Resta invece l’amarezza e, soprattutto, il pericolo costante per chi vive a Strettura. La frazione del comune di Spoleto torna a far sentire la propria voce per denunciare un problema che persiste da tempo senza che nessuno vi ponga un vero freno: le auto in transito a velocità incontrollata nel cuore del centro abitato.
Nonostante la presenza di un limite fissato a 30 km/h, le vetture che attraversano la frazione lungo il tratto stradale continuano a viaggiare a ritmi sostenuti e pericolosi. A rendere ancora più surreale la situazione è lo stato dei cartelli stradali: una segnaletica ormai datata, deteriorata e non più idonea a segnalare in modo efficace il limite ai conducenti.
Il malcontento contro l’amministrazione
I cittadini puntano il dito contro l’amministrazione comunale di Spoleto, accusata di immobilismo e di aver finora gestito la vicenda solo con parole d’occasione e distinzioni di facciata.
«Il problema della velocità incontrollata continua a essere una minaccia concreta per la nostra sicurezza, da sempre negata dalle istituzioni locali», spiegano alcuni residenti. «Finora abbiamo assistito soltanto a chiacchiere e a sporadici sopralluoghi di facciata condotti da consiglieri comunali di maggioranza, a cui non è seguito alcun provvedimento concreto e idoneo».
Una sicurezza da garantire
Il punto critico resta l’assenza di interventi strutturali o di presidi idonei a disincentivare chi scambia il centro della frazione per una pista da corsa, con il flusso del traffico aumentato in corrispondenza di alcuni semafori lungo la Satatale Flamnia n.3 causa lavori ib corso .
Tra le richieste implicite dei residenti vi è il ripristino e il potenziamento della segnaletica verticale e l’adozione di misure efficaci di controllo del traffico, per evitare che la situazione possa sfociare in eventi ben più gravi.
Nel frattempo a Strettura cresce l’esasperazione: la comunità chiede a gran voce che si passi dai sopralluoghi politici ai fatti concreti prima che sia troppo tardi.
Rosario Murro








