(Rosario Murro) – Il mondo contemporaneo sembra avanzare su un crinale pericoloso, sospeso sull’ombra costante di un conflitto globale — come quello tra Russia e Ucraina — che rischia di trascinare l’umanità nel baratro. In questo scenario drammatico, le priorità della politica e dei governi appaiono drammaticamente distorte: si investono cifre inimmaginabili in armamenti e strategie di potenza, mentre intere aree del pianeta sprofondano nel collasso.
Mentre le risorse vengono fagocitate dalla spesa militare, il mondo reale si sgretola sotto il peso di piaghe antiche e irrisolte. Popoli interi muoiono di fame, di sete e di carestie devastanti; bambini malnutriti, segnati dalla malattia e da pestilenze dimenticate, pagano il prezzo più alto di un sistema cinico, interamente sottomesso a logiche di profitto e di interesse economico. È lo specchio di uno stato di abbandono totale, in cui i più fragili vengono lasciati soli.
La crisi non risparmia nessuno, nemmeno nei Paesi industrializzati. Gli anziani, pilastri silenziosi della nostra società, sono costretti a sopravvivere a malapena con pensioni che somigliano a elemosine, incapaci di proteggerli dalla povertà. Nel frattempo, i prezzi dei beni di largo consumo e dei beni energetici — benzina, gas, luce — aumentano a vista d’occhio, rendendo un’impresa quotidiana e titanica la semplice gestione del bilancio di una famiglia media.
Di fronte a questa deriva, in cui chi governa sembra curarsi unicamente dei propri interessi di bottega, la direzione intrapresa appare cieca e miope. Se non ci sarà un’inversione di rotta radicale, etica e politica, la situazione è destinata a peggiorare inesorabilmente, lasciando in eredità ai giovani che oggi si affacciano alla vita uno scenario catastrofico, privato di speranza, di stabilità e di futuro.








