È morto dopo otto giorni di ricovero il 30enne egiziano rimasto gravemente ferito durante un’aggressione avvenuta nella stazione ferroviaria Togliatti, nella periferia est di Roma. L’uomo era intervenuto per aiutare un conoscente che stava subendo una rapina, ma il suo gesto di difesa si è trasformato in una tragedia.
La vittima è stata colpita con un cacciavite alla testa e, nonostante il tempestivo intervento dei soccorsi e il trasferimento al Policlinico Umberto I, le sue condizioni sono progressivamente peggiorate fino al decesso.
L’aggressione nella stazione ferroviaria
L’episodio risale al 18 luglio, intorno alle 16.30, all’interno della stazione ferroviaria Togliatti, in via Collatina, a Roma.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, un uomo avrebbe avvicinato un passeggero con l’intenzione di sottrargli denaro e telefono cellulare. Dopo il rifiuto della vittima, sarebbe nata una discussione degenerata in violenza: il rapinatore avrebbe prima colpito il malcapitato con un pugno e successivamente avrebbe utilizzato un cacciavite, provocandogli ferite alle braccia e alle gambe.
Durante l’aggressione è intervenuto un amico della vittima del tentativo di rapina, un cittadino egiziano di 30 anni, nel tentativo di fermare l’aggressore e proteggere il conoscente. Proprio in quel momento sarebbe stato colpito con il cacciavite alla testa, riportando lesioni gravissime.
Le indagini e l’arresto del presunto responsabile
Dopo l’allarme lanciato dai presenti, sul posto sono arrivati i soccorritori che hanno trasportato il 30enne in codice rosso al Policlinico Umberto I, dove è rimasto ricoverato fino alla morte.
Gli agenti della Polizia hanno avviato immediatamente le indagini per identificare il responsabile. Fondamentali si sono rivelate le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza presenti nella stazione e la testimonianza della persona che aveva subito la tentata rapina.
Nei giorni successivi è stato arrestato un cittadino gambiano di 28 anni, accusato inizialmente di tentato omicidio. Dopo il decesso della vittima, la contestazione potrebbe essere modificata in omicidio.
Una tragedia nata da un gesto di aiuto
La vicenda ha avuto origine da un tentativo di difendere un’altra persona durante un’aggressione, trasformandosi in un episodio dalle conseguenze drammatiche.
Gli investigatori stanno continuando gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e chiarire ogni responsabilità nell’ambito dell’inchiesta.










