Nel 2025 l’Italia ha registrato 97 donne uccise, in calo rispetto alle 118 del 2024, ma ogni numero resta una tragedia. La maggior parte delle vittime sono state uccise in ambito familiare o affettivo, spesso da partner o ex partner.
Inizio 2026 già drammatico
I primi mesi del 2026 hanno visto nuovi femminicidi, riaccendendo l’allarme sociale. Attivisti chiedono una banca dati aggiornata in tempo reale per monitorare e prevenire questi crimini.
Una legge storica
A dicembre 2025 è entrato in vigore il reato di femminicidio nel Codice penale italiano, con pene fino all’ergastolo per chi uccide una donna per motivi di genere o controllo. Una norma fondamentale, ma la prevenzione e il sostegno alle vittime restano carenti.
I numeri in breve
| Anno | Donne uccise | Note principali |
|---|---|---|
| 2024 | 116 | La maggior parte da partner o ex |
| 2025 | 97 | Diminuzione rispetto all’anno precedente |
| 2026 | Parziale | Inizio anno già segnato da nuovi casi |
Secondo l’Istat, nel 2024 una donna è stata uccisa circa ogni tre giorni. La maggior parte dei femminicidi avviene in contesti familiari, un campanello d’allarme che evidenzia quanto la violenza sia radicata nella società italiana.
La sfida resta
Nonostante la legge e la consapevolezza crescente, ogni femminicidio è un fallimento della società. Esperti e associazioni invitano a rafforzare educazione, prevenzione e supporto alle vittime, con dati aggiornati e interventi rapidi. Solo così le tragedie potranno diminuire davvero.










