La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi hanno raggiunto la Val di Susa per un sopralluogo al cantiere della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione, dopo gli episodi di guerriglia avvenuti durante la manifestazione No Tav dello scorso sabato.
La visita ha avuto come obiettivo quello di verificare direttamente i danni provocati agli impianti e incontrare i rappresentanti delle forze dell’ordine impegnate nella gestione della sicurezza dell’area.
Ad accogliere la premier e il ministro all’aeroporto di Torino Caselle erano presenti il capo della Polizia Vittorio Pisani, il questore di Torino Massimo Gambino e il prefetto del capoluogo piemontese Donato Cafagna. Da lì, Meloni e Piantedosi hanno raggiunto in elicottero il cantiere di Chiomonte, il più importante della valle e uno dei punti maggiormente colpiti dagli attacchi.
Il sopralluogo dopo gli attacchi al cantiere
Durante gli scontri del fine settimana, gruppi appartenenti alla componente più radicale del movimento No Tav hanno preso di mira l’area dei lavori, causando danni alle strutture e momenti di forte tensione con le forze dell’ordine.
Secondo quanto riferito dalla presidente del Consiglio, negli scontri sarebbero rimasti feriti 120 operatori delle forze dell’ordine.
Nel corso della visita, Meloni ha diffuso un messaggio dal cantiere sottolineando la gravità della situazione: secondo la premier, quanto accaduto non rappresenterebbe una normale forma di contestazione, ma un episodio caratterizzato da violenza e organizzazione preventiva.
Meloni: “Lo Stato deve reagire”
La presidente del Consiglio ha ribadito la volontà del Governo di individuare i responsabili degli attacchi e assicurarli alla giustizia.
“Uno Stato normale non può tollerare una cosa del genere”, ha dichiarato Meloni, chiedendo alle autorità competenti di proseguire con il massimo impegno nelle indagini per ricostruire le responsabilità degli episodi avvenuti.
Il ministro dell’Interno Piantedosi ha accompagnato la premier nel sopralluogo, confermando l’attenzione delle istituzioni sulla sicurezza del cantiere e sulla tutela degli operatori impegnati nell’area.
La Tav resta al centro dello scontro politico
La linea ferroviaria Torino-Lione continua da anni a essere al centro di un acceso confronto. Da una parte il Governo considera l’opera strategica per i collegamenti europei e per lo sviluppo infrastrutturale del Paese; dall’altra il movimento No Tav contesta il progetto, mettendone in discussione costi, impatto ambientale e utilità.
Dopo gli ultimi episodi di violenza, il tema della sicurezza dei cantieri e della gestione delle proteste torna nuovamente al centro del dibattito nazionale.










