Bimbo Napoli: medici, deceduto questa mattina

“(rainews24.it) – Il piccolo paziente sottoposto a trapianto in data 23 dicembre 2025 è deceduto a seguito di un improvviso e irreversibile peggioramento delle condizioni”

Con profondo dolore l’Azienda Ospedaliera dei Colli comunica che questa mattina, sabato 21 febbraio 2026, il piccolo paziente sottoposto a trapianto in data 23 dicembre 2025 e’ deceduto a seguito di un improvviso e irreversibile peggioramento delle condizioni cliniche. La Direzione Strategica, insieme a tutti i professionisti sanitari e non, esprime il piu’ sentito cordoglio e si stringe con rispetto e commossa partecipazione alla famiglia in questo momento di immenso dolore”. Lo si legge nella nota dell’azienda sanitaria di cui fa parte l’ospedale Monaldi in cui era ricoverato da circa 60 giorni il piccolo Domenico.

L’ultimo consulto di esperti di tutta Italia aveva escluso ogni chance per lui: il cuore individuato martedì è stato impiantato a un bimbo nell’ospedale Giovanni XXIII di Bergamo. La mamma, Patrizia, e il suo consulente medico legale avevano rinunciato alla richiesta di ulteriori pareri a specialisti europei.

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Nella riunione di stamane – con i medici del Monaldi e il dottor Luca Scognamiglio, medico legale delegato dalla famiglia, nell’ambito del percorso di pianificazione condivisa delle cure – l’azienda ospedaliera aveva proposto “una serie di interventi volti a evitare la somministrazione di terapie non più utili alla condizione clinica del piccolo paziente. Un percorso, dunque, finalizzato a scongiurare il rischio di accanimento terapeutico”.

Domenico non era stato separato dall’Ecmo, il macchinario per la respirazione e la circolazione extracorporea che lo ha tenuto in vita dopo il fallito trapianto del 23 dicembre e che, con un impiego così lungo, gli ha gravemente danneggiato gli organi interni: farlo dopo avrebbe equivalso a staccare deliberatamente una spina. “Non soffre assolutamente”, aveva garantito ai cronisti il cardiologo del Monaldi, Antonio Corcione, “ma i suoi parametri sono molto critici. Ovviamente siamo tutti sconvolti dal punto di vista umano, e non smettiamo di pensare a quella mamma amabilissima che veglia il suo bambino”.

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