Dopo quasi tre settimane caratterizzate da temperature eccezionalmente elevate e notti spesso afose, l’Italia si prepara a una graduale svolta meteorologica. L’ondata di calore che ha interessato gran parte del Paese sembra infatti avviarsi verso la conclusione, anche se il cambiamento non sarà immediato e interesserà le diverse regioni in tempi differenti.
A favorire il cambio di scenario sarà una perturbazione atlantica che, avanzando verso il Mediterraneo, porterà aria più fresca in quota. Il primo segnale del cambiamento arriverà dal Nord, mentre il Centro-Sud dovrà attendere qualche giorno in più per beneficiare di un calo delle temperature più evidente.
Nel frattempo, l’instabilità ha già cominciato a manifestarsi. Nelle ultime ore forti temporali hanno interessato diverse zone della Toscana e del Lazio. A Firenze si sono registrati numerosi interventi dei vigili del fuoco, mentre nel Grossetano e nella bassa Tuscia i fenomeni sono stati localmente molto intensi. A Celleno, nel Viterbese, una violenta grandinata ha provocato danni alle coltivazioni, mentre a Calcata una tromba d’aria ha creato problemi sul territorio.
Fenomeni temporaleschi hanno interessato anche l’area dei Castelli Romani, alle porte di Roma, dove la pioggia e il vento hanno provocato la caduta di alberi e rami. Numerose sono state inoltre le richieste di intervento per controllare cornicioni, tegole e altre strutture rese pericolanti dal maltempo.
Il passaggio perturbato potrebbe rappresentare un punto di svolta per l’attuale configurazione atmosferica. L’aria fredda in arrivo in quota incontrerà infatti quella ancora molto calda presente nei bassi strati dell’atmosfera. Il forte contrasto termico, unito alle temperature elevate del Mediterraneo, potrebbe favorire la formazione di temporali anche violenti, accompagnati localmente da grandine, fulmini e forti raffiche di vento.
L’evoluzione, tuttavia, rimane ancora incerta. Molto dipenderà dalla traiettoria e dalla forza della saccatura atlantica. Se la perturbazione riuscirà a penetrare con decisione nel Mediterraneo, il rischio di fenomeni intensi aumenterà soprattutto sul Nord-Ovest, in Piemonte e lungo le regioni tirreniche. Se invece il sistema depressionario resterà più occidentale, gli effetti sull’Italia potrebbero risultare più limitati e concentrarsi maggiormente sulla Sardegna e sulle coste tirreniche.
Ferragosto ancora caldo, poi il possibile cambio di passo
Nel breve periodo il caldo non è comunque destinato a scomparire. Giovedì 13 agosto il Nord vivrà una mattinata prevalentemente stabile, con possibili rovesci nel pomeriggio sulle Alpi occidentali. Al Centro il tempo resterà in prevalenza soleggiato, ma con temperature ancora elevate e punte vicine ai 38 gradi. Al Sud, invece, saranno possibili temporali pomeridiani sui rilievi appenninici, in successiva estensione verso le coste tirreniche, mentre resterà instabile anche la situazione sulla Sicilia.
Venerdì 14 agosto il caldo inizierà lentamente a perdere intensità al Centro, pur rimanendo protagonista con valori massimi prossimi ai 37 gradi. Il Nord sarà prevalentemente soleggiato e asciutto, mentre isolati temporali potranno interessare i settori alpini occidentali. Al Sud, dopo una mattinata stabile, nel pomeriggio potranno svilupparsi nuovi temporali sulla Sicilia sud-orientale.
Anche Ferragosto trascorrerà ancora all’insegna del sole e delle temperature elevate. Al Nord il caldo sarà particolarmente presente sulle pianure e sulle Prealpi, con qualche temporale di calore possibile lungo i confini alpini occidentali. Al Centro prevarrà il bel tempo, con punte fino a 38 gradi soprattutto in Toscana. Il Sud resterà generalmente stabile, fatta eccezione per possibili rovesci sui rilievi della Calabria e nella Sicilia sud-orientale.
La vera svolta potrebbe arrivare dopo Ferragosto
Il cambiamento più significativo potrebbe quindi maturare nei giorni successivi. La perturbazione atlantica potrebbe progressivamente erodere l’anticiclone africano, favorendo un aumento dell’instabilità e una diminuzione delle temperature.
Le precipitazioni potrebbero diventare più frequenti al Nord già nel corso del weekend, mentre per le regioni centrali e meridionali l’arrivo del peggioramento potrebbe essere posticipato all’inizio della prossima settimana.
Lo scenario indicato per i giorni successivi è quello di una fase meteorologica più movimentata, con alternanza di schiarite, rovesci e temporali almeno fino a venerdì 21 agosto. Non si tratterebbe quindi di un semplice passaggio perturbato, ma di un possibile cambio di configurazione dopo la lunga fase dominata dall’alta pressione africana.
Per il ritorno a condizioni più stabili bisognerà probabilmente attendere il fine settimana compreso tra il 22 e il 24 agosto. Anche in questo caso, tuttavia, il caldo potrebbe tornare in forma decisamente più contenuta. Al Sud, le temperature massime potrebbero infatti mantenersi intorno ai 30-32 gradi, valori ben lontani dagli estremi raggiunti durante l’attuale ondata di calore.
Resta l’allarme per incendi e siccità
Il passaggio verso condizioni più fresche arriva dopo una lunga fase caratterizzata da caldo eccezionale e forte deficit idrico. Le conseguenze della siccità continuano a essere evidenti in diverse aree del Paese, mentre gli incendi hanno trovato terreno particolarmente favorevole alla loro rapida propagazione.
In Piemonte, sul Monte Barone, un incendio attivo da diversi giorni ha già interessato circa mille ettari di bosco, avvicinandosi anche alle zone dei rifugi. La situazione testimonia quanto le condizioni di caldo e siccità abbiano aumentato la vulnerabilità della vegetazione.
La possibile svolta meteorologica rappresenterebbe dunque una boccata d’ossigeno dopo settimane difficili, ma l’arrivo di aria più fresca non significa necessariamente assenza di rischi. Il contrasto tra l’aria fredda in arrivo e un Mediterraneo ancora estremamente caldo potrebbe infatti trasformare alcuni temporali in fenomeni localmente molto intensi.
Dopo una lunga parentesi dominata dall’anticiclone africano, l’estate italiana si prepara dunque a cambiare volto: meno caldo estremo, più instabilità e una maggiore variabilità atmosferica, almeno nella seconda parte di agosto.








