Il governo guidato da Pedro Sánchez ha subito una pesante sconfitta al Congresso spagnolo, che ha bocciato due decreti-legge urgenti sull’emergenza abitativa (i cosiddetti decreti “Maricarmen”). Tra le misure previste c’erano il blocco degli sfratti per le fasce vulnerabili e la proroga dei contratti d’affitto in scadenza.
Nonostante il sostegno di tutte le forze di maggioranza e di sinistra (172 favorevoli), il blocco dei voti contrari formato da PP, Vox, UPN e dai separatisti catalani di Junts (178 no) ha fatto decadere i provvedimenti a sole 24 ore dall’entrata in vigore.
Junts, guidato da Carles Puigdemont, si è rivelato l’ago della bilancia accusando l’esecutivo di “ricatto ideologico” e chiedendo un nuovo testo. Il governo ha rifiutato ogni trattativa.
La bocciatura ha scatenato forti proteste sociali: a Madrid (Puerta del Sol) gli “indignados” e il Sindacato degli Inquilini chiedono lo sciopero generale e mobilitazioni in oltre 50 città contro gli interessi immobiliari.
Per uscire dalla paralisi parlamentare, Sánchez sta valutando la possibilità di convocare elezioni anticipate per il 29 novembre.










