Venticinque edizioni per raccontare un’eccellenza che è parte dell’identità di Cascia e, allo stesso tempo, guardare a nuove opportunità di valorizzazione. Da venerdì 30 ottobre a domenica 1° novembre 2026 torna la Mostra Mercato dello Zafferano di Cascia – Zafferano purissimo dell’Umbria, con un’edizione speciale che celebra il venticinquesimo anniversario della manifestazione e i vent’anni del Presidio Slow Food della Roveja di Civita di Cascia.
Il programma è stato presentato a Perugia, nella Sala Fiume di Palazzo Donini, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato Marco Emili, vicesindaco di Cascia e assessore al Turismo, Camillo Pietrolucci, presidente della DMO Discover Cascia, Stefano De Carolis, vicepresidente dell’Associazione dello Zafferano di Cascia – Zafferano purissimo dell’Umbria e produttore e Giorgia Reali, in rappresentanza dell’azienda del territorio “Il Pastore di Rescia” impegnata nella realizzazione di prodotti cosmetici a base di zafferano e latte caprino, e Cristian Betti, consigliere regionale dell’Umbria.
«Quello che ci siamo prefissati per la venticinquesima edizione – ha dichiarato il vicesindaco Marco Emili – è non guardare soltanto a quello che abbiamo fatto negli ultimi 25 anni, ma anche al progetto che abbiamo per i prossimi 25. Vogliamo continuare a valorizzare il nostro zafferano, facendo conoscere non soltanto le sue qualità in cucina, ma anche le nuove applicazioni che possono nascere intorno a questa preziosa spezia».
Emili ha sottolineato come il risultato raggiunto sia frutto di un lavoro condiviso tra istituzioni, cittadini e privati, che hanno contribuito a portare alla luce e a valorizzare una produzione strettamente legata al territorio. «Lo zafferano non è soltanto una risorsa agricola, ma l’espressione della passione, del lavoro e dell’impegno dei cittadini nel mantenere il nostro patrimonio agricolo e ambientale». Un percorso che si inserisce nella strategia di promozione turistica portata avanti anche attraverso la DMO Discover Cascia, nata per contribuire a fare di Cascia una destinazione capace di raccontarsi a 360 gradi.
La venticinquesima edizione rappresenta anche l’occasione per guardare allo sviluppo futuro della coltivazione e alle ricadute che questa può generare sull’economia locale. Accanto allo zafferano, infatti, sarà valorizzata la Roveja di Civita di Cascia, legume antico e preziosa espressione della biodiversità appenninica, che celebra i vent’anni del proprio Presidio Slow Food. Al prodotto sarà dedicato uno spazio in piazza Garibaldi, pensato per raccontarne le caratteristiche e il valore per il territorio.
La qualità dello zafferano di Cascia si accompagna a una coltivazione complessa, caratterizzata da andamenti che possono variare sensibilmente anche tra aziende situate a pochi chilometri di distanza.
«Sono quasi trent’anni che coltiviamo lo zafferano e ancora oggi è una produzione particolare, per la quale non è semplice dare risposte sugli andamenti della raccolta», ha spiegato Stefano De Carolis che ha ricordato il percorso compiuto dal territorio nel recupero di questa coltivazione, sottolineando come, dopo venticinque edizioni della Mostra Mercato, resti ancora molto da fare per ampliare la conoscenza del prodotto e dei suoi utilizzi. «Oggi i consumatori sanno come si raccoglie lo zafferano, ma non sempre sanno come utilizzarlo. In passato veniva impiegato anche come colorante per tessuti e opere artistiche. È una spezia dalle caratteristiche particolari, con proprietà coloranti e aromatiche che ne determinano anche le diverse modalità di utilizzo».
Accanto alla gastronomia, si aprono così nuove prospettive legate alla cosmesi e alla sperimentazione artigianale. È il caso dell’esperienza presentata da Giorgia Reali, che ha scelto di affiancare lo zafferano al latte di capra facciuta, proveniente da una razza autoctona del territorio, per realizzare una saponetta destinata alla cura delle mani.

«Da anni produciamo formaggi con lo zafferano, ma sentivamo la necessità di dare un’immagine nuova al nostro lavoro e alla figura del pastore. Abbiamo pensato così a una linea cosmetica che valorizzasse le risorse del territorio. La scelta di partire da una saponetta per le mani non è casuale: chi lavora quotidianamente con gli animali e con i prodotti dell’allevamento conosce bene quanto gli odori del lavoro rimangano sulle mani. Volevamo quindi un prodotto utile, capace allo stesso tempo di raccontare in modo diverso il nostro mestiere».
Tra le novità più significative di questa edizione c’è l’ampliamento del progetto Le Vie dell’Oro, che si articola in due percorsi complementari, pensati per accompagnare visitatori e appassionati alla scoperta di Cascia, delle sue bellezze e delle sue eccellenze produttive.
«La scommessa è presentare un territorio accogliente, mettendo in rete anche le risorse della gastronomia e dell’agricoltura e promuovendo l’identità di Cascia a 360 gradi», ha spiegato Camillo Pietrolucci, presidente della DMO Discover Cascia. «Abbiamo lavorato a una proposta che fosse un vero viaggio, un’esperienza enogastronomica capace di unire la scoperta dei luoghi alla degustazione dei prodotti e alla sperimentazione degli operatori locali».
Il primo percorso, Le Vie dell’Oro – Il Racconto, accompagnerà i partecipanti in un tour alla scoperta delle bellezze di Cascia, intrecciando il racconto del territorio con momenti di assaggio ed esperienze nelle diverse postazioni lungo il percorso. Un itinerario che mette in dialogo luoghi, storie e sapori, offrendo una prospettiva più articolata sulla città e sulle sue produzioni.
La seconda proposta, Le Vie dell’Oro – Itinerario del Gusto, è la novità pensata per questa venticinquesima edizione. Realizzato in collaborazione con i ristoranti del territorio, il progetto propone piatti ideati appositamente per l’occasione, frutto di un lavoro di sperimentazione che coinvolge ristoratori e operatori locali. Le proposte potranno essere degustate nei ristoranti aderenti e valorizzeranno lo zafferano in abbinamento anche ad altri prodotti del territorio.
A sottolineare il valore della manifestazione e delle produzioni locali è stato anche il consigliere regionale Cristian Betti, che ha evidenziato il legame tra la promozione turistica e il lavoro delle comunità. «Ci sono luoghi che entrano nel cuore e la Valnerina è uno di questi. A Cascia c’è un pezzo di cuore. È difficile non innamorarsi di ciò che accade in questi territori, dove giovani e operatori scelgono ancora di scommettere sulle proprie comunità, con coraggio e capacità. Cascia è conosciuta per la sua spiritualità, ma le sue risorse non si esauriscono qui: i prodotti agricoli, a partire dallo zafferano e dalla Roveja di Civita di Cascia, raccontano un patrimonio di qualità e competenze. Lo zafferano è una coltura difficile, che richiede molto lavoro, ma sa dare grandi soddisfazioni. Aver racchiuso questa ricchezza in una manifestazione come la Mostra Mercato è importante. E il fatto di essere arrivati alla venticinquesima edizione dimostra la capacità di rinnovare la proposta nel tempo».

Dal 30 ottobre al 1° novembre Cascia tornerà quindi a celebrare il proprio oro rosso con un programma che, nel segno di una tradizione consolidata, apre a nuove esperienze e nuovi modi di raccontare un’eccellenza umbra. Un’occasione per valorizzare il lavoro dei produttori, promuovere le risorse agricole e ambientali della Valnerina e rafforzare il dialogo tra imprese, ristorazione, istituzioni e nuove generazioni.








