Proseguono in diverse regioni del Sud Italia le proteste di autotrasportatori e agricoltori contro il caro-carburanti. Dalla Puglia alla Sicilia, passando per il Molise e la Calabria, si moltiplicano le iniziative di protesta e i presidi per richiamare l’attenzione del governo sull’aumento dei prezzi del gasolio, diventato sempre più difficile da sostenere per chi lavora nel settore dei trasporti e dell’agricoltura.
Al centro della mobilitazione c’è la richiesta di interventi concreti per contenere i rincari del carburante, che incidono pesantemente sui costi operativi delle imprese e mettono a rischio la sostenibilità delle attività. Gli autotrasportatori denunciano difficoltà crescenti nel far fronte alle spese, mentre gli agricoltori evidenziano le ripercussioni degli aumenti sull’intera filiera produttiva.
Le proteste iniziano intanto a produrre conseguenze anche sulla distribuzione delle merci. In alcune aree del Sud si segnalano i primi problemi di approvvigionamento nei supermercati, con possibili ritardi nelle consegne e difficoltà nel garantire la regolare disponibilità dei prodotti sugli scaffali.
La situazione resta in evoluzione e l’attenzione è rivolta alle prossime mosse del governo e all’eventuale intensificazione della mobilitazione. Senza interventi capaci di alleggerire il peso del caro-gasolio, il rischio è che le difficoltà del settore dei trasporti si ripercuotano ulteriormente sulla catena di distribuzione, con conseguenze per le imprese e per i consumatori.









