OSPEDALE DI SPOLETO, IL RISCHIO DELLO SCARICABARILE ELETTORALE: LA SALUTE DEI CITTADINI NON SIA OSTAGGIO DELLE BEGHE POLITICHE

(Rosario Murro) – DEA, Punto Nascita ed emergenza-urgenza: basta silenzi e rimpalli di responsabilità. Spoleto e la Valnerina meritano risposte concrete, non polemiche di convenienza.

A Spoleto, la questione dell’ospedale torna prepotentemente al centro dello scontro politico. Ma il confronto che si sta consumando tra il Partito Democratico e il sindaco Andrea Sisti rischia di trasformarsi nell’ennesima disputa tutta interna agli equilibri locali, proprio mentre i cittadini attendono risposte su questioni fondamentali per il futuro della città: il ruolo del presidio ospedaliero, il DEA, il Punto Nascita e la garanzia dei servizi di emergenza e urgenza.

Le accuse reciproche di inerzia e le prese di posizione che emergono oggi sollevano una domanda inevitabile: perché il problema diventa improvvisamente terreno di scontro politico proprio mentre si avvicinano le scadenze elettorali? Il timore è che una questione essenziale per la comunità venga utilizzata per regolare conti interni, costruire candidature e ridefinire gli equilibri tra le forze della sinistra cittadina.

Se così fosse, si tratterebbe di un comportamento inaccettabile. La tutela della salute pubblica non può essere subordinata alle convenienze di partito, né diventare uno strumento da utilizzare contro un avversario quando il clima politico si fa più acceso.

Responsabilità che non possono essere cancellate

Il sindaco Sisti deve rispondere del proprio operato e del ruolo esercitato, in questi anni, nella difesa delle esigenze sanitarie di Spoleto. Ma il confronto non può fermarsi alla figura del primo cittadino, né può ridursi a un tentativo di attribuire ad altri tutte le responsabilità di una situazione che si è costruita nel tempo.

Anche il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle devono chiarire quale iniziativa abbiano assunto e quali risultati abbiano effettivamente ottenuto per tutelare l’ospedale di Spoleto. Il silenzio o la debolezza delle iniziative politiche non possono essere giustificati a posteriori, soprattutto quando sono in gioco servizi essenziali per un territorio vasto e fragile come quello che comprende Spoleto e la Valnerina.

Le responsabilità politiche vanno ricostruite con serietà, a partire dagli atti, dalle decisioni assunte e dagli impegni pubblicamente dichiarati. In questo quadro, anche la vicenda del cosiddetto Protocollo del Terzo Polo merita di essere chiarita, per comprendere quali scelte siano state compiute e quali conseguenze possano aver prodotto sul futuro del presidio ospedaliero.

Non è accettabile che, dopo anni di preoccupazioni e mobilitazioni, si assista a un improvviso moltiplicarsi di accuse reciproche senza che ai cittadini vengano presentati risultati verificabili, impegni precisi e una strategia credibile per il rilancio dell’ospedale.

DEA e Punto Nascita: non sono questioni di parte

Il DEA e il Punto Nascita non sono semplici capitoli di una contesa amministrativa. Riguardano la possibilità concreta, per migliaia di persone, di ricevere cure tempestive e adeguate vicino al proprio luogo di residenza.

Per Spoleto e per la Valnerina, la disponibilità di servizi sanitari efficienti assume un valore ancora più rilevante in considerazione delle distanze, delle caratteristiche del territorio e delle difficoltà che possono accompagnare gli spostamenti in situazioni di emergenza.

Difendere l’ospedale significa quindi difendere il diritto alla salute, la sicurezza delle famiglie, la tutela delle donne in gravidanza e dei neonati, nonché la dignità di una comunità che non può essere progressivamente privata di servizi essenziali.

Per questo le associazioni, i comitati e i cittadini che da tempo si battono per la salvaguardia dell’ospedale meritano ascolto e rispetto. Non possono essere lasciati soli a sostenere una battaglia che dovrebbe vedere unite tutte le forze politiche, al di là delle appartenenze e delle convenienze elettorali.

La sanità non può diventare una moneta elettorale

Il rischio più grave è che, con l’avvicinarsi delle elezioni, ciascuno cerchi di prendere le distanze dalle decisioni scomode del passato, presentandosi come difensore dell’ospedale e indicando negli altri i responsabili del suo indebolimento.

È una dinamica che i cittadini hanno il diritto di respingere. Chi ha avuto responsabilità di governo, chi ha partecipato alle scelte regionali e chi ha rappresentato la città nelle sedi istituzionali deve rendere conto del proprio operato. Nessuno può chiamarsi fuori quando si tratta di spiegare che cosa sia stato fatto, che cosa non abbia funzionato e quali iniziative siano oggi realmente possibili.

La Regione Umbria, guidata dalla presidente Stefania Proietti, è chiamata a fornire risposte chiare sul futuro dell’ospedale e sull’organizzazione dei servizi sanitari destinati al territorio. Al tempo stesso, le forze politiche locali devono abbandonare la logica dello scaricabarile e assumersi la responsabilità di avanzare proposte concrete, verificabili e sostenibili.

Non bastano dichiarazioni, comunicati o contrapposizioni personali. Servono atti, tempi, obiettivi e garanzie.

Spoleto merita chiarezza, non altre divisioni

La vicenda dell’ospedale deve diventare un banco di prova della credibilità dell’intera classe dirigente cittadina. È necessario ricostruire quanto accaduto, chiarire le responsabilità politiche e pretendere dalla Regione impegni pubblici sul mantenimento e sul potenziamento dei servizi fondamentali.

Chi ritiene di poter utilizzare il diritto alla nascita e alle cure d’emergenza come argomento di una competizione interna per la candidatura a sindaco o per la conquista di posizioni di potere commette un grave errore politico. I cittadini non sono spettatori distratti, né possono essere trattati come un elettorato disposto a dimenticare anni di decisioni, silenzi e promesse.

La priorità deve essere una sola: garantire a Spoleto e alla Valnerina un ospedale capace di rispondere alle necessità del territorio, con servizi adeguati e prospettive certe.

Per questo è necessario fermare subito ogni tentativo di trasformare la questione sanitaria in una resa dei conti elettorale. Le polemiche possono anche servire a far emergere responsabilità rimaste nell’ombra, ma soltanto se sono accompagnate da fatti, documenti e proposte.

La salute dei cittadini viene prima delle candidature, prima degli equilibri di partito e prima di qualsiasi convenienza elettorale. L’ospedale di Spoleto non appartiene a una forza politica: appartiene alla comunità. E la comunità ha diritto di sapere chi lo ha difeso, chi non lo ha fatto e, soprattutto, chi è davvero disposto a battersi per il suo futuro.

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