Roma, 13 marzo 2026 – A pochi giorni dal referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, la premier Giorgia Meloni ha intensificato la sua campagna invitando gli italiani a votare Sì. La riforma, promossa insieme al ministro della Giustizia Carlo Nordio, mira a separare le carriere dei magistrati giudicanti e requirenti, riorganizzare il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) e creare nuovi organismi di disciplina interna.
Durante un evento a Milano, Meloni ha sottolineato che la riforma non intende “eliminare i magistrati”, ma garantire un sistema più efficace, trasparente e imparziale. La premier ha inoltre diffuso un video sui social in cui invita tutti i cittadini a partecipare al voto e a scegliere il Sì, definendo la riforma un cambiamento “epocale” per il Paese.
Il tema è al centro di un dibattito politico acceso: se da un lato Fratelli d’Italia coordina gli appelli per il Sì, dall’altro alcune forze del centrodestra come Lega e Forza Italia hanno espresso distanze da alcune iniziative della campagna, evidenziando divergenze interne.
I sondaggi mostrano una competizione serrata tra sostenitori del Sì e del No, con molti elettori ancora indecisi. La consultazione referendaria è prevista per il 22 e 23 marzo 2026, e la partecipazione è considerata cruciale per la validità della riforma.
Gli osservatori sottolineano che l’esito del voto avrà importanti ripercussioni sul sistema giudiziario italiano e potrà influenzare il rapporto tra politica e magistratura nel prossimo futuro.










