Milano, 13 marzo 2026 – La Procura della Repubblica di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio della divisione europea di Amazon e di quattro suoi dirigenti, accusati di una presunta evasione fiscale dell’IVA pari a circa 1,2 miliardi di euro tra il 2019 e il 2021.
Secondo il pubblico ministero, l’azienda non avrebbe adeguato il suo algoritmo di gestione delle vendite alla normativa europea, permettendo a venditori extra‑UE di operare tramite la piattaforma senza rispettare correttamente gli obblighi fiscali. Le contestazioni riguardano non solo la società, ma anche quattro dirigenti di alto livello, accusati di dichiarazione infedele.
Si tratta di un caso senza precedenti in Italia per una grande piattaforma tecnologica. Nonostante Amazon avesse già raggiunto un accordo con l’Agenzia delle Entrate lo scorso dicembre, versando centinaia di milioni per chiudere una controversia fiscale, la Procura ha deciso di procedere penalmente.
Ora spetta al Giudice per l’udienza preliminare di Milano valutare se fissare l’udienza preliminare e far partire il processo. Amazon ha dichiarato che si difenderà in tribunale, negando le accuse e confermando l’intenzione di chiarire il proprio modello di business.
Il caso solleva interrogativi sul ruolo delle grandi piattaforme digitali come intermediari fiscali e potrebbe avere ripercussioni significative per la regolamentazione delle vendite online in tutta l’Unione Europea.










