Negli ultimi sviluppi della crisi in Medio Oriente, alcuni Paesi europei membri della NATO hanno assunto una posizione prudente riguardo all’uso delle basi militari sul proprio territorio per operazioni statunitensi contro l’Iran. La questione ha aperto un nuovo fronte di tensione tra gli Stati Uniti e parte degli alleati europei, evidenziando divisioni politiche e strategiche all’interno dell’alleanza atlantica.
Il caso della Spagna
Il caso più discusso riguarda la posizione del governo spagnolo guidato da Pedro Sánchez. Madrid ha chiarito che le basi militari utilizzate congiuntamente con gli Stati Uniti – come Naval Station Rota e Morón Air Base – non potranno essere impiegate per operazioni militari offensive contro l’Iran.
Secondo il governo spagnolo, gli accordi bilaterali con Washington prevedono che l’uso delle installazioni militari debba avvenire nel rispetto del diritto internazionale e, preferibilmente, nel quadro di missioni multilaterali approvate da organismi internazionali o dalla NATO. In assenza di tali condizioni, Madrid ha deciso di non autorizzare l’impiego delle basi per operazioni che potrebbero essere interpretate come attacchi unilaterali.
Questa decisione ha provocato irritazione negli Stati Uniti e in particolare nel presidente Donald Trump, che ha criticato la scelta spagnola accusando alcuni alleati europei di non sostenere adeguatamente Washington nella gestione della crisi con l’Iran.
La posizione dell’Italia
Anche l’Italia segue con cautela gli sviluppi della situazione. Il governo guidato da Giorgia Meloni ha dichiarato che, almeno per il momento, gli Stati Uniti non hanno formalmente richiesto l’utilizzo delle basi militari italiane per operazioni contro l’Iran.










