L’ondata di caldo intenso che sta interessando l’Italia e gran parte dell’Europa sta avendo un impatto sempre più evidente anche sul sistema sanitario. Nei Pronto soccorso delle principali città si registra infatti un aumento degli accessi legato agli effetti delle alte temperature, che in alcuni casi stanno mettendo sotto pressione le strutture di emergenza.
Secondo gli specialisti della Società italiana di medicina di emergenza-urgenza (Simeu), l’incremento degli ingressi nei dipartimenti di emergenza-urgenza può essere stimato tra il 10 e il 15% nei centri urbani più grandi.
Aumento degli accessi, ma situazione sotto controllo
Nonostante la crescita dei pazienti, gli operatori sanitari sottolineano che la situazione resta al momento gestibile. Il fenomeno è monitorato costantemente e, pur essendo significativo, non è stato ancora definito un allarme sanitario.
Chi colpisce di più il caldo
A soffrire maggiormente sono le persone anziane e i soggetti più fragili, che risentono in modo più marcato degli effetti delle alte temperature. In aumento anche i casi legati a fragilità psichiatriche, che possono peggiorare in condizioni di forte stress termico e ambientale.
Strutture sotto pressione
L’aumento degli accessi si somma a una criticità già presente da tempo: la carenza di personale medico e infermieristico nei reparti di emergenza-urgenza. Una condizione che rende più complessa la gestione dei picchi di affluenza, soprattutto nei giorni di caldo estremo.
Emergenza sanitaria estiva
Il quadro generale conferma come le ondate di calore non siano più solo un fenomeno meteorologico, ma anche un fattore di pressione diretta sul sistema sanitario, con effetti concreti sulla gestione dei Pronto soccorso nelle grandi città italiane.







