Allarme Epatite A a Napoli: Crescono i Casi, Allerta Sanitaria in Campania

Napoli è al centro di un’allerta sanitaria: dall’inizio del 2026, i casi di epatite A in Campania sono aumentati sensibilmente, raggiungendo quota 133 segnalazioni, con un picco evidente nella città partenopea e nelle province limitrofe. La situazione ha spinto le autorità sanitarie a intensificare i controlli, in particolare sui frutti di mare e sui molluschi bivalvi, possibili veicoli del virus.

La Situazione Ospedaliera

Gli ospedali napoletani, in particolare l’Ospedale Cotugno, stanno registrando un aumento dei ricoveri per epatite A. Al momento, decine di pazienti sono sotto osservazione, con alcuni reparti a pieno regime a causa dell’emergenza. Le autorità locali monitorano attentamente la situazione per evitare un’ulteriore diffusione del contagio.

Cause e Modalità di Trasmissione

L’epatite A è una malattia virale che colpisce il fegato e si trasmette principalmente per via oro-fecale, cioè tramite alimenti o acqua contaminati da feci infette. Il consumo di frutti di mare crudi o poco cotti è sospettato di essere tra le principali cause dei casi registrati a Napoli. Il virus può avere un periodo di incubazione anche di alcune settimane, rendendo difficile individuare subito il contagio.

Sintomi dell’Epatite A

I sintomi più comuni includono:

  • febbre e nausea
  • ittero (colorazione gialla di pelle e occhi)
  • urine scure e feci chiare
  • affaticamento e dolore addominale

È importante consultare un medico se si sospetta di aver contratto il virus, soprattutto se si è consumato cibo a rischio o si è stati in contatto con persone contagiate.

Raccomandazioni delle Autorità

Per contenere l’epidemia, le autorità sanitarie della Campania hanno emanato alcune indicazioni:

  • Evitare il consumo di frutti di mare crudi o poco cotti.
  • Lavare accuratamente frutta, verdura e mani prima dei pasti.
  • Seguire con attenzione eventuali aggiornamenti dei controlli alimentari da parte della Regione Campania.
  • Considerare la vaccinazione per chi rientra nelle categorie a rischio, su indicazione del medico.

Le autorità rassicurano che, seguendo queste precauzioni, è possibile ridurre significativamente il rischio di contagio.

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