(www.rainews24.it) – Bocciato il ricorso del comitato per il NO. La maggioranza respinge la proposta di consentire a lavoratori e studenti fuorisede di votare fuori dal comune di residenza, le opposizioni: “Hanno paura”
Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso dei promotori, il cosiddetto “Comitato dei 15”, contro il decreto del governo che stabilisce la data del referendum sulla riforma della Giustizia.
Secondo i giudici amministrativi, la procedura referendaria era già stata attivata legittimamente da uno dei soggetti previsti dall’articolo 138 della Costituzione, nello specifico i parlamentari. Una volta che l’Ufficio centrale della Cassazione verifica la legittimità di tale richiesta, il governo ha l’obbligo di indire le votazioni senza indugi.
I ricorrenti chiedevano di sospendere o spostare le date del 22 e 23 marzo in attesa del completamento e della verifica delle 500.000 firme depositate a favore del NO, ma il Tar ha stabilito che non è possibile bloccare un decreto di indizione basandosi su un evento futuro e incerto, come la potenziale ammissione di un secondo quesito. Secondo i magistrati, non sussiste alcuna ragione giuridica per cui l’Esecutivo debba differire il voto solo perché un altro soggetto sta cercando di promuovere lo stesso referendum o uno analogo. Per il Tar, dunque, la macchina democratica, una volta messa in moto da un soggetto legittimato, non può essere fermata o rallentata da chi interviene successivamente, indipendentemente dal numero di firme raccolte.










