Nell’ultimo decennio tendea ad aumentare la statistica delle persone affette da regressione mentale, ma nello specifico cos’è questa malattia: :è il ritorno temporaneo a comportamenti, pensieri o schemi emotivi immaturi, tipici di uno stadio di sviluppo precedente (spesso l’infanzia), come meccanismo di difesa per affrontare stress, ansia o frustrazioni. Questo può includere il desiderio di attenzione, comportamenti impulsivi o un atteggiamento meno maturo e più infantile. Non va confusa con la regressione intesa come analisi statistica per stimare relazioni tra variabili.
Come si manifesta
Cambiamenti comportamentali:
Ad esempio, un adulto può mostrare comportamenti infantili, cercare più attenzioni o diventare più impulsivo.
Ritorno a fasi infantili:
Il ritorno a stadi di sviluppo precedenti, in cui l’individuo si sentiva più sicuro e protetto.
Disadattamento emotivo:
L’uso di strategie cognitive o emotive immature per gestire le pressioni della realtà.
Cause della regressione
Stress e ansia:
Si verifica in risposta a situazioni difficili che l’individuo percepisce come insostenibili.
Frustrazione:
Il senso di impotenza di fronte a una situazione può innescare questo meccanismo.
Trauma:
Un evento traumatico può portare a un ritiro verso comportamenti più sicuri e conosciuti.
Quando diventa un problema
Strategia abituale:
Quando la regressione diventa un modo costante di reagire alle difficoltà, ostacola lo sviluppo personale e il benessere psicologico.
Impedisce l’adattamento:
Bloccando la capacità di sviluppare strategie di coping più mature, impedisce di affrontare la realtà in modo efficace.
Cosa fare
Intervento terapeutico:
Un professionista può aiutare a identificare i fattori scatenanti e a sviluppare strategie più sane e mature.
Autoconsapevolezza:
Comprendere i propri schemi mentali e emotivi può aiutare a riconoscere e gestire la regressione.









