Siccità , l’acqua è finita, al Centrosud tre settimane di riserva per l’agricoltura

(www.rainews24.it)- Situazione gravissima in Puglia, Abruzzo e Sicilia, grave in Sardegna, Basilicata, Calabria, Campania e Lazio. Musumeci contro le Regioni: “Hanno speso solo il 30% dei fondi”

Tre settimane ancora e non ci sarà più acqua per l’agricoltura nel Centrosud“. Così l’allarme dell’Anbi, l’associazione dei consorzi di bacino, nel bollettino settimanale sulla situazione delle risorse idriche in Italia.

Acqua razionata e campi che rischiano di restare a secco a breve. Il caldo estivo porta con sé la siccità che costringe i comuni del Sud a centellinare le forniture idriche e
gli agricoltori a riporre speranze in invasi e riserve ormai vuote. Con seguito di polemiche politiche tra governo e regioni sull’uso dei fondi.

Il rapporto Anbi descrive una situazione particolarmente grave per Puglia, Abruzzo e Sicilia, dove gli invasi sono quasi vuoti. Ma grave anche in Sardegna, Basilicata, Calabria, Campania e Lazio. Il Nord Italia viene descritto invece come “sovrabbondante d’acqua”, con laghi e fiumi al di sopra delle portate medie. Tra il 21 ed il 22 luglio scorsi in Italia ci sono stati 54 eventi meteorologici estremi. 

L’invaso di Occhito, tra Molise e Puglia, a servizio dell’agricoltura del Tavoliere e dell’acquedotto Pugliese, in soli 8 giorni ha visto ridursi i propri volumi di oltre 15 milioni di metri cubi. La diga sul fiume Fortore d’ora in poi servirà quasi esclusivamente per l’uso potabile. Per la metà di Agosto, la Capitanata non avrà più risorse per irrigare

Vista la gravità della situazione, Confagricoltura Puglia ha chiesto alla Regione Puglia di dichiarare lo stato di calamità naturale. “Le temperature estreme delle ultime settimane e le precipitazioni quasi inesistenti in diverse zone – evidenzia il presidente Luca Lazzàro – hanno messo in ginocchio le aziende agricole, che nonostante tutto continuano con grande responsabilità a rifornire i mercati”. 

È reale il rischio di vedere inaridita la pianura foggiana, come ampie porzioni di territorio salentino” indica Francesco Vincenzi, Presidente dell’Anbi. In Abruzzo, dopo il prosciugamento del bacino di Penne, anche l’acqua dell’invaso di Chiauci si esaurirà entro metà Agosto. Stessa sorte per i territori della valle Peligna. Ai minimi le sorgenti della Maiella.

Sulla Sicilia, a fine giugno, le precipitazioni in 12 mesi sono state mediamente di 414 mm, cioè 1 solo millimetro in più rispetto a quanto registrato durante la grande siccità del 2002. Su larga parte della Sicilia Orientale il deficit pluviometrico supera il 60% su base annua. Gli invasi regionali trattengono 267 milioni di metri cubi, il 38,21% del volume di riempimento autorizzato e il 42% in meno sulla media del periodo nello scorso quindicennio. Di questi, solamente 122 milioni di metri cubi sono realmente utilizzabili, al netto dei volumi utili alla fauna ittica, dell’interrimento e del cosiddetto “volume morto”.

Sull’isola, 6 bacini su 29 non hanno più acqua utilizzabile, altri 6 hanno disponibile meno di un milione di metri cubi e 4 meno di due milioni. Gela non potrà ricevere alcun genere d’irrigazione, tutti i comuni della provincia di Caltanissetta stanno subendo riduzioni nella distribuzione idrica. 

A Enna l’acqua potabile viene erogata un giorno sì e due no. Nell’Agrigentino si sta cercando di salvare gli agrumeti, operando trasferimenti di risorsa irrigua. Nel Ragusano le sorgenti sono quasi prosciugate, come pure a Messina. L’acqua è razionata anche a Palermo. Le piogge dei giorni scorsi hanno solo lambito l’estremo lembo nord-orientale dell’isola, lasciando però a secco il resto dei territori siciliani.

Confagricoltura: “Serve un nuovo modello di gestione dell’acqua”

“Il clima è incontrovertibilmente mutato e richiede un nuovo modello di gestione dell’acqua per far fronte al rischio inaridimento di alcune aree con evidenti minacce per l’agricoltura e il turismo”. Così Confagricoltura. “Le imprese agricole hanno bisogno di strumenti concreti, finanziari e infrastrutturali, e non possono essere lasciate sole”, conclude.

Musumeci contro le Regioni

“La lotta alla siccità si fa quando l’acqua c’è, quindi non si può inseguire l’emergenza ma occorre una pianificazione seria e concreta”, dice il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, in conferenza stampa con il nuovo capo Dipartimento nazionale, Fabio Ciciliano.E soprattutto polemizza con le regioni, accusandole di avere “speso solo il 30% dei fondi stanziati dal Pnrr“.

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