(www.rainews24.it) – Sono passati 44 anni fa da quel 2 agosto 1980 in cui la strage alla stazione fece 85 morti e oltre 200 feriti a causa dell’esplosione, definito dal Presidente della Repubblica “l’attentato terroristico più grave della storia dell’Italia repubblicana”
Un attacco feroce alla convivenza degli italiani, un attentato all’identità stessa della nostra Repubblica. La strage di 44 anni fa alla stazione di Bologna – che il presidente Mattarella non manca mai di ricordare in tutta la sua drammaticità, come l’attentato terroristico più grave della storia dell’Italia repubblicana – resta un segno nella coscienza del popolo italiano. Sentenze documentate hanno rivelato i nomi di molti colpevoli e mandanti: una spietata strategia eversiva neofascista – la definisce Mattarella – che con la complicità di servizi segreti e P2 ha tentato di aggredire la libertà degli italiani. Ma anche se l’eccidio di Bologna non è rimasto impunito, le immagini dello squarcio di quella bomba nella grande sala di attesa della stazione, gli 85 morti e oltre 200 feriti a causa dell’esplosione, peseranno sempre sulla nostra storia. Mattarella ha avuto modo di testimoniare di persona 4 anni anni fa, la solidarietà dello Stato alle famiglie delle vittime, soffermandosi davanti alla lapide con i loro nomi e la loro età, scandendo le parole “dolore, ricordo verità”. Ha sempre parlato della capacità di reagire della città Bologna, nel nome dei valori democratici della nostra Costituzione. Oggi torna a parlare dell’unità della nostra comunità, del riscatto della democrazia e dell’importanza della memoria, monito per le nuove generazioni.










