SPOLETO DEVE RIPIANARE I DEBITI DELLA SANITA’ UMBRA?

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Enzo Ercolani – Associazione SanMatteo

Le recenti dichiarazioni del Sindaco di Gualdo Tadino e Presidente della Provincia di Perugia, dott. Massimiliano Presciutti, hanno suscitato,  nella nostra città, non poche e vibrate reazioni. Spoleto, egli ha sostanzialmente detto, non può continuare ad avere un Ospedale DEA di I° livello. Castello, Branca, Foligno ed Orvieto sì, ma la città del Festival no. La spiegazione del “no” (Spoleto non rientra nei parametri del DM70) è francamente opinabile (i parametri non vengono rispettati da nessuno degli altri 4 Ospedali) ed è per questo che la nostra Associazione , dopo  un’ attenta riflessione su quanto espresso dal Sindaco gualdese,  è giunta alle seguenti conclusioni.

A nostro parere Presciutti ha detto, papale papale, ciò che effettivamente bolle nella pentola sia del PD che del nuovo PSR. Che la cancellazione di questo Ospedale DEA rappresenti una indegna  soluzione per far quadrare il bilancio della sanità umbra lo si era capito dalle mosse della Giunta Tesei Coletto. Il Progetto Terzo Polo Sanitario, nei fatti, già sanciva quanto dichiarato da Presciutti: niente Punto Nascita , niente Strutture Complesse, solo una mera appendice di Foligno vocata alla Geriatria e ad una Chirurgia programmata. Ad oggi il trio Donetti – Proietti –  Bori  ha sposato in pieno il Progetto. Nei tanti mesi trascorsi non è giunto agli spoletini il benché minimo segnale di un’inversione di rotta, con la giustificazione, anch’essa opinabile, che la Delibera 1399, bocciata da 10055 concittadini, non poteva essere cancellata. Per cui  zero assunzioni e nessuna riapertura di quei Reparti ( Ostetricia e Pediatria) che una vera volontà e coerenza politica avrebbe senz’altro effettuato.

Che il nostro comprensorio , con un bacino d’utenza, attuale e potenziale,  ben superiore a quello di Branca ed Orvieto e significativo quanto Foligno e Città di Castello, che mantengono le loro Strutture Sanitarie, debba essere la vittima sacrificale di una riorganizzazione della rete ospedaliera dettata da problemi economici creati dalla Politica, proprio non lo accettiamo. La Proietti sia capace di scrollarsi di dosso l’ingerenza di una Donetti (che appare sempre più , è il caso di  riconoscerlo, il vero Assessore alla Sanità umbra) ,  non dimenticando, fra l’altro,   che,  quasi certamente,  sono stati proprio i voti degli spoletini , nei confronti dei quali ella ha assunto precisi impegni, a determinare  la sua elezione.

Se, però, la Presidente ombra Donetti insiste con la sua gestione con il  “calcolatore” , non si capisce per quale motivo i debiti creati da tutta la Sanità umbra li debbano ripianare, rinunciando al loro Ospedale DEA, solo  Spoletini e Valnerina. Sono essi figli di un Dio minore?

E se , infine,  il Punto Nascita del SanMatteo viene chiuso, favorendo così lo smantellamento di un Ospedale DEA, perché una presunta bassa casistica non genera quell’ottimale esperienza dei sanitari indispensabile per garantire la sicurezza per la donna e il bambino,  come si concilia questa motivazione  con il fatto che i Punti Nascita di Branca e Orvieto  vengono invece  tenuti in piedi?

Quest’accanimento contro, e unicamente  contro,  il nostro Presidio,  non trova alcuna giustificazione da un punto di vista etico, ma evidentemente  la trova da un punto di vista politico: mai, come negli ultimi anni, abbiamo visto la nostra città amministrata da personaggi tanto inconsistenti ed inconcludenti. Il risultato, come ci annuncia senza mezzi termini  Presciutti,  è un PSR che , con violenza, ci può escludere dalla rete dell’emergenza urgenza e che fa pagare i debiti di tutta l’Umbria solo a Spoleto.

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