Sisma 2016 , la migliore soluzione

Sisma 2016 – Marche, Lazio, Abruzzo e Umbria

 

Sono trascordi più di tre anni dal Sisma che ga devastato interi paesi delle Regioni Umbria, Marche , Abruzzo e Lazio. Ancora è tutto in alto mare. Una  migliore soluzione era quella ha dare più potere ai Sindaci , e con Uffici preposti a raccogliere domande ognuno nel proprio Comune di pertinenza e non a Foligno, così come proposto  alla Riunione tenutasi a Camerino  nel  mese di Ottobre 2018   votato  e sottoscritto dai Sindaci presenti  del Cratere Marche, Lazio, Abruzzo e Umbria.

Su questo argomento

Su questo argomento, il 31 Dicembre 2019 scadono i termini per la presentazione delle domande in particolare per i Danni Lievi” , una corsa contro il tempo , con il rischio che in tanti rimarranno esclusi dai Benefici.

LUffico Centrale di Foligno

L’Uffico Centrale di Foligno, manca di personale, mai nessuno ha pensato di potenziarlo assumendo nuove forze Facendo due calcoli alla mano: Dal 2016 al 2019 Foligno ha lavorato all’incirca 2.000 Pratiche – circa 650 ogni anno. Di questo passo sostenendo un accelerazione dell’Ufficio Centrale sulla Ricostruzione , per concludere l’ lavorazione delle restanti 13.000 , ci vorranno all’incirca 20 anni!

Una situazione molto diversa dal sisma del 1996

Proprio per questa macchinosa situazione , molto diversa dal Sisma del 1996, La procura regionale umbra della Corte dei Conti ha deciso di chiarire tempi e metodi della ricostruzione post terremoto del 2016 avviando un fascicolo di indagine volto ad accertare eventuali danni alle case pubbliche per il mancato o tardivo avvio dei lavori di ricostruzione in seguito al terremoto che ha colpito l’Umbria nel 2016.

Un inchiesta ancora in fase istruttoria

Si tratta di un inchiesta attualmente ancora in fase istruttoria e per questo condotta nel massimo riserbo dai giudici contabili ma i punti centrali dell’indagine, oltre alla mancata adozione del piano di ricostruzione, saranno l’omesso conferimento di incarichi tecnici per avviare i lavori e la mancanza di un piano di previsione sismica a causa di mappe sulla pericolosità sismica ancora non aggiornate nonostante siano passati tre anni dal terremoto del centro Italia.