Aziende spoletine in crisi, tutti i dettagli nel report del delegato Murro

L’analisi riguarda soprattutto l’ex Pozzi, Novelli, Cementir ed il Teatro lirico Sperimentale

Riceviamo e pubblichiamo la nota di Rosario Murro, delegato comunale per le aree di crisi e vertenze sindacali, contenente un report sulle condizioni delle aziende spoletine in crisi:

“La presente crisi occupazionale, fenomeno comune all’intera Europa e legato a una fase di recessione economica, in Italia risulta aggravata dalla debolezza del cambio e dallo squilibrio della finanza pubblica. Per far crescere l’occupazione occorre semplificare il nostro mercato del lavoro e incrementare le politiche attive. Fondamentale è anche la formazione permanente dei lavoratori. 

 

Per il rilancio e la reindustrializzazione del territorio in  aree oggi abbandonate con interventi  e adeguamento  sulla messa in sicurezza delle infrastrutture al servizio delle aree industriali. Senza dimenticare che il nostro territorio è poco sinergico e poco appetibile per nuovi insediamenti produttivi esogeni poco o nulla  all’orizzonte per cambiare lo stato delle cose. Importante  è raggiungere un unico obiettivo che prevalga la logica di lungimiranza che possa rimettere al centro i giovani ed il lavoro e che stimoli tutti istituzioni e politica a trovare soluzioni concrete.

 

Sono 138 i tavoli di crisi aperti al ministero dello Sviluppo Economico, con circa 210 mila dipendenti coinvolti (senza contare l’indotto). Dall’inizio del 2019 questi numeri  sul fronte delle crisi aziendali. Situazioni di difficoltà che ormai caratterizzano molti settori dalla siderurgia all’agroalimentare, con le crescenti difficoltà della grande distribuzione organizzata, e affliggono il territorio senza grandi distinzioni tra Nord e Sud ma con una particolare concentrazione al Centro. Da diversi anni Spoleto  sta subendo una crisi sociale preoccupante soprattutto economica che sta apportando spaventosi valori, molto più consistenti rispetto alla media regionale. La principale preoccupazione riguarda il Lavoro.

 

Le Sigle Sindacali hanno più volte sensibilizzato le Istituzioni a trovare soluzioni alla crisi industriale e sociale, denunciando l’impoverimento della città causato dai salari più bassi  e pubblicando dati relativi ad una disoccupazione in aumento. Il terremoto del 2016  non ha per nulla favorito Spoleto con una ricostruzione lenta e farraginosa. Dopo tre anni dal Sisma poco è stato fatto, anche difficoltà nelle procedure istruzioni delle pratiche a questo si aggiungono le difficoltà riscontrate da professionisti in attesa di riscontri economici.  

 

Dal Comitato dei 138 Sindaci dei Comuni terremotati a seguito di riunioni a Camerino e Roma, le proposte più urgenti: procedere alle modifiche della normativa sulla ricostruzione e velocizzare l’iter sia pubblica che privata. Basti pensare che un edifico con danni di Categoria A, deve affidare ad un tecnico che deve produrre un dossier di oltre 50 pagine e dopo lo studio pagina per pagina  attendere circa 1 anno per l’autorizzazione, se poi emergono errori nella compilazione. Il dossier costretto a seguire lo stesso iter ma, in senso inverso. 

 

Servirebbe un’accelerazione e fornire più poteri ai Sindaci del Cratere, una veloce ripresa  gioverebbe anche al turismo che fatica a ripartire: Senza posti letto le attività turistiche con le richieste a pernottare non aumentano, meglio un piano  applicare un piano di ‘Zona Svantaggiata’  con maggiori agevolazioni alle Imprese, aziende, artigiani e commercianti.  

 

Imprese, Artigiani e Commercianti

 

Appesantiti dalla zavorra di una atavica crisi ma, anche neo settori riconducibili  all’Artigianato, Commercio e delle  piccole e medie Imprese. Grazie al Sindaco Umberto De Augustinis e la proposta di Valeria Severini, Presidente Confartigianato di Spoleto dal mese di marzo fino al 22 agosto gli incontri settimanali presso gli Uffici della Confartigianato con i titolari Imprese locali e commercianti. Raccolti suggerimenti e proposte. Un interlocuzione diretta, attenta, per conoscere concretamente le esigenze e le difficoltà delle attività produttive stremate dalla perdurante crisi economica. 

 

Aziende: dai Tavoli di Roma (Ministero del Lavoro e Mise (Ministero Sviluppo Economico) , a quelli della Regione Umbria, ecco la situazione:

 

Hoist – Finance. Ex Maran

 

“Unica vertenza ad oggi in buona parte risolta – senza trascurare le lacrime e sangue – è stata quella della Maran/R&S dove una multinazionale svedese, la Hoist Finanace – seppur con un taglio di decine di dipendenti e del 15% degli emolumenti per chi è stato trasferito nella Nuova Maran -, è riuscita a “salvare” il salvabile da un fallimento già annunciato e senza fare mai un passo indietro anche quando la Maran manifestò  in piazza del Comune a Spoleto e qualche settimana dopo al tavolo del Ministero del Lavoro al termine di complicate trattative, che ho monitorato  unitamente al Sindaco De Augustinis. Oggi la Nuova Maran potrebbe formare nuove opportunità e crescite professionali ma, le contribuzioni pubbliche non arrivano, intanto i dipendenti  ai massimi livelli nella professionalità continuano a lavorare, sarebbe opportuno intervenire subito, a tutti i livelli  quali formazione ed assunzioni agevolate in cui il settore del recupero crediti è stato sempre estromesso.  

 

Quelle Chiuse

 

Isotta Fraschini ex Pozzi: I lavoratori dei comparti Allumino e Ghisa, sono da oltre 4 anni  sostenuti dalla CIS (Cassa Integrazione Straordinaria), in scadenza il prossimo 26 settembre. 

 

Ex Novelli Novelli 

 

Rivestiva una grossa importanza, sia in termini di occupazione, che di fatturato, e soprattutto per l’eccellente qualità dei prodotti. Un’azienda riconosciuta quale una delle migliori a livello nazionale nel settore dell’ovicoltura. L’ultima riunione tenuta al  Mise (Ministero Sviluppo Economico), non ha fornito sostanziali sviluppi. Oggi, tra rinvii del Tribunale e curatori fallimentari che non  trovano un’ accordo, si attendono novità dalla prossima Udienza fissata nel mese di ottobre presso il Tribunale di Terni.

 

Ex Cementir – oggi Gruppo  Colacem di Gubbio. 

 

Forni Spenti. Stabilimento convertito in centro di macinazione con l’obiettivo di ridimensionare il numero degli occupati,  a meno della metà degli attuali (75). A rischio sono una quarantina di posti di lavoro. Ai tavoli istituzionali in Regione Umbria Assessorato Sviluppo Economico, presenti le sigle sindacali, richiesto ai rappresentanti Colacem, la richiesta di un Piano Industriale che può garantire più posti di lavoro, e cercare di scongiurare il trasferimento dei lavoratori in eccedenza in altri Siti di proprietà dell’Azienda di Gubbio.

 

Non per ultimo, il Teatro Lirico Sperimentale alle prese con il ripiano del deficit pregresso, che egregiamente sta portando avanti grazie alla collaborazione di Istituzioni pubbliche e private tra cui il Comune di Spoleto, si paventa da parte della Regione Umbria un netto taglio ai contributi 2019, se ciò dovesse verificarsi, un altro grave danno, considerato il numero degli occupati all’interno del Sodalizio spoletino. 

 

Occorrerebbe però anche aiutare le realtà già esistenti, e le realtà aziendali che faticano per mantenere inalterati i posti di lavoro: le Imprese locali, gli Artigiani e Commercianti, e quelle aziende che grazie alla loro produzione pubblicizzano nel mondo il Brand Spoleto. Non dimentichiamo, però la scomparsa di enormi realtà aziendali quali la Minerva e la Panetto e Petrelli.

 

Area di Crisi Industriale Complessa

 

Terni-Narni sì, Spoleto No! E’ da troppi anni che la città soffre in maniera pesante. Una sofferenza  diventata passiva non solo espressa dai dati matematici. Sarebbe opportuno ricercare un vero rilancio socio-economico; una delle tante soluzioni far rientrare anche Spoleto nel limbo delle Aree di Crisi Industriale Complessa, una soluzione che riguarda i territori soggetti a recessione economica e perdita occupazionale di rilevanza nazionale con impatto significativo sulla politica industriale, non risolvibili con risorse e strumenti di sola competenza Regionale. Terni e Narni ne hanno beneficiato con 58,4 milioni di Euro con decreto del Ministro dello sviluppo economico 7 ottobre 2016; essa ricomprende i Comuni di: Acquasparta, Amelia, Arrone, Avigliano Umbro, Calvi Dell’Umbria, Ferentillo, Giove, Lugnano in Teverina, Montecastrilli, Montefranco, Narni, Otricoli, Penna in Teverina, Polino, San Gemini, Stroncone, Terni, Avigliano Umbro, Configni , avendo sui propri territori una o più imprese di grande o media dimensione  in grave crisi e di uno specifico settore industriale con elevata specializzazione.

 

Spoleto: Subito Area di Crisi Industriale Complessa  

 

“Spoleto e la sua crisi è rimasta al palo. La Regione Umbria poteva presentare istanza al Ministero dello Sviluppo economico per il riconoscimento quale area di crisi industriale complessa del territorio spoletino, gravato da un debole tessuto economico-produttivo  delle sue aziende  da anni in sofferenza. Una crisi ai alte dimensioni con interventi della Regione solo con le proprie risorse al fine di scongiurare lo spettro di una crisi, oggi senza ritorno”.