La crisi politica all’interno della maggioranza che governa il Comune di Spoleto sembra ormai essere esplosa in tutta la sua evidenza. Il duro comunicato diffuso dal Partito Democratico nei confronti del sindaco Andrea Sisti rappresenta un passaggio che potrebbe segnare un punto di svolta nell’attuale esperienza amministrativa.
Il PD non usa mezzi termini e parla apertamente della necessità di una “verifica politica”, affermando che “la misura è colma” dopo una lunga serie di contrasti interni alla Giunta. Al centro della polemica vi è l’ultima vicenda riguardante il reclutamento di una figura dirigenziale per il Comune, con il partito che critica la scelta della Giunta di ricorrere alla graduatoria dell’Assemblea legislativa della Regione Umbria invece di indire due concorsi pubblici, soluzione proposta dal vicesindaco e assessore al Personale Danilo Chiodetti.
Una posizione che ha portato proprio Chiodetti a restituire al sindaco la delega al Personale, ritenendo ormai venuto meno il necessario rapporto fiduciario sulle scelte organizzative dell’Ente.
Il Partito Democratico denuncia inoltre un metodo amministrativo che, a suo giudizio, avrebbe escluso il confronto preventivo anche su atti fondamentali, come la salvaguardia degli equilibri di bilancio e il relativo assestamento, alimentando un clima di crescente tensione all’interno della maggioranza.
Quella che emerge è l’immagine di una coalizione attraversata da contrasti sempre più accesi, gli stessi che, inevitabilmente, riportano alla memoria quanto accaduto durante l’amministrazione guidata da Umberto De Augustinis, sindaco che fu di fatto mandato a casa dalla stessa maggioranza che lo aveva sostenuto.
Ancora una volta Spoleto si ritrova a fare i conti con una politica incapace di trovare unità e progettualità. La sensazione è quella di una città che fatica a risollevarsi e che continua a non riuscire a costruire una classe politica realmente autorevole, seria e capace di lavorare con spirito costruttivo nell’interesse della comunità.
Andrea Sisti era stato scelto proprio dalla coalizione di centrosinistra come figura in grado di rappresentare un nuovo corso amministrativo. Una volta indossata la fascia tricolore, però, le aspettative di molti di coloro che avevano creduto nella sua candidatura sembrano essere state ampiamente disattese, almeno alla luce delle tensioni che oggi emergono pubblicamente anche all’interno del suo stesso partito.
Il comunicato del PD lascia intendere che il problema non riguardi più soltanto singole decisioni amministrative, ma il rapporto politico tra il sindaco e la sua maggioranza, ormai profondamente incrinato.
Guardando al futuro, nel Partito Democratico non sembrano emergere molti nomi in grado di raccogliere con facilità l’eredità di questa esperienza amministrativa. Tuttavia, negli ambienti politici cittadini circola già da tempo il nome di un attuale assessore, considerato da diversi osservatori tra i possibili candidati alla carica di sindaco per il centrosinistra alle prossime elezioni amministrative. Al momento si tratta di indiscrezioni e valutazioni politiche, ma il dibattito interno appare ormai aperto.
Le prossime settimane saranno decisive per comprendere se la richiesta di verifica politica porterà a un rilancio dell’azione amministrativa oppure se rappresenterà l’inizio di una crisi destinata ad avere conseguenze ben più profonde sulla guida della città.










